Dom, 27 Novembre 2022
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Luci e ombre del SSN nell’era Post-Covid

«MENO BUROCRAZIA E PIÙ RISORSE PER LA SALUTE: VALORIZZARE LA CENTRALITÀ DEI PROFESSIONISTI NEL SSN» Filippo Anelli presidente FNOMCeO «Abbiamo pagato un prezzo altissimo con 374 morti, ma la lotta al Covid non è finita. Serve forte intervento dello Stato a sostegno dei sanitari»

Oltre 100mila assunzioni a breve termine per colmare il gap occupazionale del sistema sanitario; maggiore centralità della medicina territoriale; una nuova programmazione dei percorsi assistenziali con il coinvolgimento di tutta la filiera – gli Ordini professionali in primis – e una fotografia più nitida grazie a una lettura esatta dei fabbisogni regionali. Queste le istanze emerse stamattina alla Baia Verde durante il congresso “Luci e ombre del SSN nell’era Post-Covid”, alla presenza di oltre 350 medici e odontoiatri. Focus sulla necessità di investimenti mirati e di interventi urgenti da parte del Governo, sull’utilizzo strategico dei fondi del PNRR e sulle criticità da superare, sburocratizzando le procedure e moltiplicando i numeri dei professionisti in attività. «La presenza delle più alte cariche nazionali della categoria, di tutti gli attori territoriali coinvolti, dell’Università, dei rappresentanti degli Ordini provinciali siciliani e del mondo della politica – hanno sottolineato in apertura Igo La Mantia (presidente OMCeO Catania) e Gian Paolo Marcone (presidente CAO) – dimostra la volontà di fare rete verso un obiettivo comune: il miglioramento e il potenziamento del sistema a garanzia della salute dei cittadini, in un momento ancora critico, che continua a vedere l’emergenza sanitaria al centro di ogni azione e decisione». 

«La Pandemia non lascia tregua, richiedendo ancora un’attenzione massima – ha commentato il presidente della Federazione nazionale Ordine dei Medici Filippo Anelli – l’impegno sul fronte vaccinale deve continuare, oggi più che mai. La nostra Sanità è ancora in stato di sofferenza a causa di una carenza del personale cronica, che dev’essere assolutamente colmata anche in vista dell’esodo che nel giro di pochi anni (entro il 2025) vedrà in pensione oltre 40mila professionisti. In questi anni purtroppo gli aspetti burocratici e formali sono stati preponderanti rispetto agli obiettivi della salute. Questo si è riverberato sulla struttura dell’assistenza: la pietra più preziosa del nostro sistema, resa opaca dalle scelte degli amministratori, ma che ha comunque brillato grazie al lavoro dei sanitari. Mattarella ci ha chiesto di aprire la parata del 2 giugno: un grande riconoscimento per la professione. Avere inserito la sanità tra le attività strategiche per il Paese, dimostra il valore delle risorse che sono scese in campo per affrontare questa dura battaglia, che ci ha visto pagare un prezzo altissimo con 374 morti. Il SSN è composto principalmente da uomini e donne che si dedicano con passione a chi ha bisogno di cura e assistenza e che meritano un’attenzione straordinaria da parte dello Stato». «Saremo vigili affinché i professionisti della salute non vengano sostituiti da algoritmi – ha continuato Raffaele Iandolo, presidente nazionale CAO – le OSAS, tema di approfondimento odierno, sono esempio di come medicina e odontoiatria debbano camminare a braccetto: dobbiamo favorire sempre più l’integrazione tra le due categorie».

In collegamento è intervenuto anche l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza: «Il tema economico-finanziario è importante ma non prioritario – ha dichiarato – la massima attenzione dev’essere riposta sui professionisti, sulla loro formazione, competenza e professionalità. Il PNRR compie una grave omissione: non propone nemmeno un euro destinato al capitale umano. L’investimento sulle persone è stato il marchio della mia gestione: il punto di partenza per la creazione di un modello che si possa sviluppare attorno a professionisti motivati». 

«Noi rappresentiamo un sistema di protezione sociale deputato dallo Stato a garantire la copertura post-professionale e quindi puntiamo fortemente sulla componente lavorativa – ha aggiunto il presidente nazionale Enpam Alberto Oliveti – non c’è previdenza senza lavoro. C’è una tendenza ad andare in pensione prima: ogni anno abbiamo una corte potenziale di pensionati che poi viene suffragata dal dato consuntivo. Non si può non pensare all’eccessiva distorsione subita negli ultimi anni dall’attività professionale: è evidente che il modello organizzativo debba essere rivisto al servizio delle risorse umane».

A fronte di una curva epidemiologica ancora in salita, il commissario ad acta per l’emergenza Covid di Catania Pino Liberti, è intervenuto poi per ribadire l’importanza dei vaccini e per illustrare la riorganizzazione delle strutture e la rimodulazione dei posti-letto nel territorio etneo. 

Dopo la tavola rotonda – introdotta dal vicepresidente OMCeO di Catania Ezio Campagna e moderata dal giornalista Nuccio Sciacca – spazio alla parte scientifica del dibattito (Chairman Ignazio La Mantia, Sebastiano Ferlito e Rosalia Leonardi) con focus su Osas – Sindrome delle Apnee ostruttive del sonno – e con relatori provenienti da tutta Italia.

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