Mer, 7 Dicembre 2022
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Giornata del personale sanitario: per chi ha dato la vita

giornata di raccoglimento e riflessione per ricordare quanti, tra medici e operatori sanitari, sono scomparsi nell'esercizio della professione

Una giornata di raccoglimento e riflessione per ricordare quanti, tra medici e operatori sanitari, sono scomparsi nell’esercizio della professione e di tutti i medici e odontoiatri che quotidianamente operano a tutela della salute in questa perdurante crisi epidemica. È arrivata al suo secondo anniversario la promulgazione della Legge 155 del 13 novembre 2020 che istituisce la “Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato”.

Un’iniziativa nata da un’idea di Ferzan Ozpetek e di Mogol che trova nella data del 20 febbraio, una data simbolo in memoria delle vittime del Covid-19 e che ha costituito un forte segnale di riconoscimento e vicinanza per tutti i professionisti della salute che hanno impegnato e continuano a impegnare le proprie risorse professionali e umane nella lotta al virus. “Il 20 febbraio è una data indelebile – afferma il presidente Fnomceo, Filippo Anelli – un momento di raccoglimento e di riflessione su chi non è più con noi e per tutti coloro che sono ancora in prima linea nella lotta per il contenimento della malattia; è un’occasione per celebrare i principi deontologici che da secoli guidano la nostra opera di medici e odontoiatri”.

“Un sacrificio – ha aggiunto – di 370 medici deceduti nel corso di questa terribile pandemia e che ha consentito di curare ben oltre 12 milioni di cittadini positivi al Covid 19 di cui 10.700.000 sono guariti, nella stragrande maggioranza a domicilio, grazie all’impegno dei ‘curanti’ e al fondamentale contributo di tutti gli operatori della sanità”. Un omaggio – a medici, infermieri, operatori sanitari e paramedici, “donne e uomini che ogni giorno assicurano assistenza sanitaria alla popolazione e che durante l’emergenza Covid hanno svolto senza risparmiarsi, e anche a costo della propria vita, il proprio dovere, dando una grande prova di professionalità, resistenza e resilienza” – quello del presidente della Camera Roberto Fico, nel suo messaggio che invita a “fare tesoro di questa esperienza difficile e dolorosa ed avere la determinazione nel perseguire un modello di sanità pubblica all’avanguardia che è indispensabile pilastro di uno Stato democratico. Un sistema che deve contare su risorse umane e finanziarie adeguate non solo ad affrontare le emergenze ma soprattutto a fornire ogni giorno quei servizi essenziali per una piena tutela del diritto alla salute – anche quella mentale di cui si è occupato recentemente il Parlamento – e per la garanzia dei principi costituzionali di uguaglianza e solidarietà”. Quest’anno la giornata è dedicata al ricordo di Gino Strada, fondatore di Emergency, scomparso lo scorso 13 agosto, per aver incarnato nella sua vita e nella sua attività professionale, proprio il rispetto della dignità di ogni uomo come espressione del riconoscimento dei diritti umani che appartengono ad ogni persona. “Gino ci ha lasciato un’eredità importante da portare avanti, siamo contenti che in questo viaggio con noi da questo momento in poi ci sia anche la Fnomceo. Questi due anni ci hanno ricordato queanto importante sia la salute e quanto l’articolo 32 della Costituzione debba essere un diritto nostro ma anche di tutto il mondo” ha ricordato la Presidente di Emergency, Rossella Miccio.

A Strada, “un medico del nostro Paese che mi piace pensare come un medico del mondo”, va anche l’omaggio del ministro della salute, Roberto Speranza. “Il suo messaggio ha uno straordinario potere in un tempo come quello che stiamo vivendo. L’idea di universalità delle cure è un patrimonio da difendere e una bandiera da sventolare con orgoglio. Insieme dobbiamo vivere questo tempo che ci è dato. Quando una persona sta male bisogna curarla punto e basta, non conta nessun altro elemento, né il colore della pelle né da dove viene o quanti soldi ha”. La giornata è stata arricchita da interventi musicali affidati alla soprano Maria Carfora e al tenore Andrea Senna e letture a cura di Pino Insegno.

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