Gio, 26 Maggio 2022
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Covid, 38 medici sospesi: non sono in regola con l’obbligo vaccinale

38 medici sospesi dall’Ordine dei Medici e Chirurgi Odontoiatri della Provincia di Catania perché non in regola con l’obbligo vaccinale.

Sollecitati nei giorni scorsi tramite pec per l’invio della certificazione di avvenuta vaccinazione. Il controllo sul rispetto dell’obbligatorietà era prima in capo alla sola Azienda Sanitaria Provinciale. Stando al Dpcm del 17 dicembre 2021 è ora demandato agli Ordini professionali territoriali.

Il presidente dell’Ordine catanese Igo La Mantia

«Gli accertamenti vengono svolti sulla base di elenchi forniti settimanalmente dal ministero della Salute – sottolinea Igo La Mantia, presidente dell’Ordine catanese – un lavoro lungo e molto complesso. Che in queste settimane assorbe gran parte dell’attività degli uffici dell’Ordine. La situazione, infatti, richiede grande cautela, perché non si tratta esclusivamente di medici “no-vax”. Gli elenchi inviati contengono solo l’informazione “vaccino eseguito/vaccino non eseguito” e non tengono conto di tutte le altre possibili condizioni: esenzione o differimento, avvenuta malattia. Ma anche prenotazione della vaccinazione, somministrazioni di vaccino all’estero. Avviata l’attività di istruttoria, con l’invito a fornire entro 5 giorni la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione. Per la stragrande maggioranza si parla di problemi burocratici e di mancate risposte ».

Il suo appello:

«Ecco perché mi appello ai colleghi: guardate la posta elettronica certificata e rispondete entro i termini stabiliti dalla legge».

“Non si tratta solo di Medici no vax”

La Mantia afferma infatti:« Non parliamo solo di medici no vax, su oltre 11mila operatori sanitari della provincia solo una decina si oppongono veramente alla vaccinazione. Per la maggioranza si tratta di problemi burocratic

Le posizioni da verificare sono ancora centinaia: «Abbiamo al vaglio circa 500 nominativi – continua La Mantia – l’Ordine ha una funzione di garanzia rispetto alla professione e non può trasformarsi in organo di carattere inquisitorio e investigativo: non vogliamo assolutamente che si crei un clima di conflittualità fra i nostri colleghi, motivo per il quale stiamo procedendo con prudenza, monitorando caso per caso e accertando ogni singola posizione».

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