Lun, 27 Maggio 2024
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La malattia aterosclerotica e l’importanza della prevenzione

Su questo tema, l’Unità Operativa Educazione alla Salute dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” ha offerto una profonda riflessione promuovendo il seminario sulla "Prevenzione e promozione della salute cardiovascolare: la malattia aterosclerotica"

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità a tutti i livelli: internazionale, nazionale e regionale.

Gli operatori sanitari, in particolare, di fronte a questi dati sono investiti da una responsabilità maggiore e doppia: da una parte quella di prendersi cura della propria salute, fungendo da modello; dall’altra quella di fornire le cure migliori ai pazienti. Insomma, l’equilibrio tra benessere mentale e fisico, combinato con l’aggiornamento sulle ultime ricerche e terapie, è fondamentale.

Su questo tema, l’Unità Operativa Educazione alla Salute dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” ha offerto una profonda riflessione promuovendo il seminario sulla “Prevenzione e promozione della salute cardiovascolare: la malattia aterosclerotica”, allo scopo di offrire una panoramica completa dell’importanza e dell’attualità dei temi trattati.

Tutti gli intervenuti hanno concordato sul fatto che vivere bene significa anche vivere a lungo. La salute cardiovascolare è una priorità, e ogni singolo passo verso la prevenzione e la cura è un passo verso un futuro più sano per tutti. 

I lavori sono stati aperti dal direttore sanitario dell’Azienda, Antonio Lazzara. A seguire, Margherita Ferrante, ordinario di Igiene Generale, ha inaugurato l’evento discutendo de “Il Valore Sociale della Prevenzione e Promozione della Salute Cardiovascolare”.

Francesco Mugno, angiologo, ha sottolineato come “l’obiettivo degli specialisti della chirurgia vascolare – ha spiegato Mugno- sia quello di stratificare il rischio dei pazienti tra lieve, moderato e severo, per indirizzarli ai controlli in maniera rapida. 

Lo scopo è quello di effettuare una diagnosi al fine di diminuire le liste d’attesa e stabilire un’azione mirata alla identificazione delle patologie aterosclerotiche soprattutto coronariche, carotidee e periferiche. Tutto ciò – ha proseguito Mugno- al fine di un miglioramento delle condizioni del paziente e una riduzione degli eventi cardiovascolari. I segni sono prima di tutto i fattori di rischio classici: diabete, ipertensione, dislipidemia, la familiarità, il fumo di sigaretta e altri come l’obesità, sedentarietà, esposizione allo stress. A ciò bisogna aggiungere i sintomi classici delle malattie cioè la “claudicatio” o segni come l’angina o l’infarto e quindi gli attacchi ischemici transitori, l’ictus e altri. Per fare ciò, medicina di base, medicina territoriale e medicina ospedaliera devono lavorare insieme”. L’angiologo ha quindi condiviso ricerche su come l’aterosclerosi possa iniziare a manifestarsi già nelle prime fasi della vita.

Il focus si è poi spostato sull’aterosclerosi in specifiche aree del corpo. Il cardiologo Alessandro Carbonaro ha offerto una panoramica dettagliata sulla “Gestione e Trattamento dell’Aterosclerosi Coronarica”. Quindi, il responsabile del Centro Trapianti e della Chirurgia vascolare, Pierfrancesco Veroux, ha approfondito la “Gestione e Trattamento dell’Aterosclerosi Periferica”, esplorando le strategie per affrontare i problemi che si verificano nelle arterie fuori dal cuore.

Il benessere degli operatori sanitari è stato al centro dell’intervento di Salvatore Salerno, responsabile del servizio dietologia del San Marco, il quale ha sottolineato l’importanza della nutrizione, dell’esercizio fisico e del benessere mentale, soprattutto per coloro che sono in prima linea nella cura dei pazienti.

In seguito, Venerando Rapisarda, medico competente dell’azienda, ha condiviso linee guida e strategie riguardo la “Ripresa lavorativa dopo eventi cardiovascolari”, sottolineando il ruolo cruciale del medico competente in questo delicato periodo di transizione

Davide Capodanno, cardiologo, ha quindi presentato le ultime ricerche e terapie farmacologiche.

Infine, direttore della Cardiologia e di Dipartimento, Corrado Tamburino, ha chiuso con una riflessione motivazionale su “Vivere bene per vivere a lungo”, condividendo consigli e strategie per una vita più lunga e sana.

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