L’influenza stagionale è entrata nel cuore della sua fase epidemica. I casi continuano a crescere su gran parte del territorio nazionale.
Il picco è atteso nelle prossime due settimane. Non sarà però una corsa breve.
Secondo gli esperti, la circolazione dei virus respiratori potrebbe proseguire fino alla primavera, mantenendo a lungo una pressione rilevante sui servizi sanitari e sull’attività quotidiana dei medici di famiglia. È il quadro che emerge dagli ultimi aggiornamenti diffusi dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie, che invita a non abbassare la guardia.
I numeri della sorveglianza
I dati più recenti del sistema RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati al 4 gennaio 2026, indicano un’incidenza di circa 14 casi di sindromi simil-influenzali ogni 1.000 assistiti nella popolazione adulta. Nei bambini sotto i quattro anni il dato sale sensibilmente, fino a circa 37 casi ogni 1.000.
Si tratta di stime basate sulle segnalazioni settimanali dei medici sentinella, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, integrate con i flussi ospedalieri. Numeri che fotografano una circolazione ancora intensa.
Virus influenzali e altre infezioni respiratorie
Il quadro virologico è dominato dai virus influenzali di tipo A. In particolare dai sottotipi H1N1 e H3N2, comprese alcune varianti associate a un impatto clinico più marcato.
Accanto all’influenza continuano però a circolare altri virus respiratori.
SARS-CoV-2, virus parainfluenzali, rhinovirus e virus respiratorio sinciziale contribuiscono infatti al carico complessivo delle infezioni acute delle vie respiratorie. L’ampliamento del monitoraggio dalle sole ILI alle ARI rende più complesso il confronto con gli anni passati, ma conferma un’anticipazione delle curve epidemiche e una pressione significativa sui ricoveri per complicanze, soprattutto respiratorie.
L’appello dei medici di famiglia
«Anche se ci stiamo avvicinando al picco stagionale, non è il momento di abbassare la guardia», sottolinea Tecla Mastronuzzi, coordinatrice della macroarea prevenzione della SIMG.
La circolazione dei virus resta elevata e continuerà verosimilmente anche nelle prossime settimane.
Negli studi dei medici di famiglia la domanda assistenziale è molto alta. Gli accessi per febbre, tosse e malessere generale si accompagnano a un aumento delle richieste di orientamento clinico da parte di cittadini incerti su come gestire i primi sintomi.
Questo richiede un attento triage. E un monitoraggio continuo dei casi, con particolare attenzione ai soggetti fragili.
Prevenzione, vaccini e uso corretto dei farmaci
Sul fronte della prevenzione, la SIMG ribadisce l’importanza della vaccinazione antinfluenzale. È ancora disponibile negli ambulatori dei medici di famiglia ed è ritenuta utile anche in questa fase, proprio per coprire la lunga coda dell’epidemia.
Fondamentali restano anche i comportamenti responsabili.
Distanziamento nei contesti affollati, uso delle mascherine in presenza di persone fragili, igiene delle mani e corretta idratazione sono strumenti semplici ma efficaci.
Sul piano terapeutico, i medici richiamano all’uso appropriato dei farmaci sintomatici, come il paracetamolo per febbre e dolore.
Antibiotici e cortisonici non vanno utilizzati in modo improprio. Nelle infezioni virali non sono indicati e possono aumentare il rischio di effetti indesiderati. Gli antibiotici devono essere prescritti solo dopo una valutazione clinica, nei casi di sospetta sovrainfezione batterica.
Il messaggio finale è chiaro: niente allarmismi, ma neppure sottovalutazioni. Il medico di famiglia resta il punto di riferimento centrale per una gestione sicura, personalizzata e appropriata dell’influenza stagionale e delle altre infezioni respiratorie in corso.

