Gio, 16 Aprile 2026
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Tumore del seno, in Italia cala la mortalità del 6% in 5 anni

In Italia cala la mortalità per tumore del seno. Sopravvivenza oltre l’88% e nuove terapie al centro del convegno nazionale di Udine.

In Italia la mortalità per tumore della mammella continua a diminuire. Un dato concreto e certamente incoraggiante.

Negli ultimi cinque anni i decessi si sono ridotti di circa il 6%, un risultato che riflette la crescente diffusione dei programmi di screening e i progressi delle terapie oncologiche. Il tumore del seno resta la neoplasia più frequente tra le donne, con oltre 53mila nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese, ma la sopravvivenza netta a cinque anni supera oggi l’88% a livello nazionale.

Se ne discute a Udine, dove si è aperta la 23esima edizione di Focus sul carcinoma mammario, appuntamento scientifico che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento per l’aggiornamento clinico sulla patologia. L’edizione 2026 ospita per la prima volta anche la Consensus Conference nazionale dedicata alla malattia.

Il professor Fabio Puglisi, ordinario di Oncologia medica all’Università di Udine e direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell’Irccs Cro di Aviano, ha evidenziato come i progressi degli ultimi anni abbiano portato a risultati molto incoraggianti. Nelle forme diagnosticate in stadio iniziale la sopravvivenza a cinque anni supera il 95%. Un dato che conferma l’importanza della diagnosi precoce e di percorsi di cura sempre più integrati, fondati sulla collaborazione tra specialisti.

Sul fronte delle terapie, la professoressa Lucia Del Mastro, direttrice della Clinica di Oncologia medica dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha sottolineato come nella malattia in fase precoce si sia consolidato il ruolo degli inibitori Cdk4/6 in associazione alla terapia endocrina. Questi trattamenti hanno ridotto in modo significativo il rischio di recidiva, con benefici anche in termini di sopravvivenza.

Parallelamente, si sta affinando la selezione delle pazienti che possono evitare la chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. I test genomici sono ormai entrati nella pratica clinica quotidiana, consentendo scelte più mirate e personalizzate.

Non solo sopravvivenza, ma anche qualità di vita.

Gli specialisti hanno richiamato l’attenzione sulla gestione dei sintomi legati alla deprivazione estrogenica, come vampate di calore e secchezza vaginale, che incidono sull’aderenza terapeutica e sul benessere complessivo della donna. Un aspetto spesso sottovalutato, ma centrale nei percorsi di cura moderni.

Nel setting metastatico, ha spiegato ancora Puglisi, le innovazioni più recenti riguardano l’impiego crescente dei coniugati farmaco anticorpo, che stanno ampliando le opzioni terapeutiche disponibili. Accanto a questi, l’integrazione di farmaci biologici selezionati sulla base di specifiche alterazioni molecolari, identificabili anche tramite biopsia liquida, apre la strada a trattamenti sempre più personalizzati.

Un ruolo chiave è svolto anche dal Next Generation Sequencing, tecnologia che permette di analizzare direttamente il tessuto tumorale per orientare in modo più preciso le scelte terapeutiche.

Anche la chirurgia è cambiata profondamente.

Il professor Samuele Massarut, direttore dell’Oncologia chirurgica senologica del Cro di Aviano, ha evidenziato come l’approccio sia oggi sempre più personalizzato e meno invasivo. Nelle forme in stadio I e II la chirurgia conservativa associata alla radioterapia rappresenta l’opzione più frequente. La gestione dell’ascella è stata profondamente rivista: in molti casi, dopo la biopsia del linfonodo sentinella, non è più necessario ricorrere alla linfadenectomia ascellare, con una riduzione significativa delle complicanze.

La mastectomia radicale resta riservata a situazioni selezionate e viene sempre condivisa con la paziente.

Si va verso una medicina più precisa e più attenta alla persona.

Durante il convegno è attesa anche la lectio magistralis di Giuseppe Curigliano, presidente eletto della European Society for Medical Oncology. In Europa si registrano ogni anno oltre 374mila nuove diagnosi e più di 95mila decessi per tumore della mammella. Una patologia che, seppur raramente, colpisce anche gli uomini.

Il messaggio che arriva da Udine è chiaro: investire nella ricerca clinica, sviluppare nuovi strumenti diagnostici e ottimizzare quelli esistenti resta fondamentale.

I numeri migliorano, ma la sfida continua.

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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