Si terrà l’8 e 9 maggio al Four Points by Sheraton di Catania Acicastello la seconda edizione del Congresso Interregionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), sezione Sicilia, Calabria e Sardegna, dedicato al tema “Ipertensione arteriosa: opportunità e sfide per il futuro”.
L’evento rappresenta uno dei principali appuntamenti scientifici del settore a livello interregionale, con il coinvolgimento di medici di medicina generale, specialisti e professionisti sanitari impegnati nella gestione del paziente iperteso. Un confronto multidisciplinare che punta a rafforzare l’approccio integrato alla prevenzione e alla cura del rischio cardiovascolare.
L’ipertensione arteriosa, che interessa circa il 31% della popolazione italiana, continua a rappresentare il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, con un impatto rilevante in termini di mortalità, disabilità e costi sanitari.
A sottolineare il valore scientifico e clinico del congresso è il responsabile scientifico, il dottor Antonino Di Guardo: «È un congresso aperto a tutte le figure professionali, dalla medicina generale agli specialisti, e rappresenta il fiore all’occhiello della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa per il nostro territorio. È un appuntamento interregionale che si svolge ogni due anni e che nasce da un percorso strutturato, fatto di formazione e aggiornamento continuo, con master e congressi dedicati alle problematiche del paziente iperteso».
Un focus centrale sarà il cambiamento di paradigma nella gestione dell’ipertensione, sempre più inserita in un contesto complesso e multifattoriale: «Oggi non possiamo considerare l’ipertensione solo come un aumento dei valori pressori. È un indicatore di rischio estremamente importante che va inserito nella stratificazione del rischio cardiovascolare complessivo. Il paziente iperteso spesso è anche obeso, diabetico o presenta dislipidemia. È quindi necessario un approccio globale, che tenga conto di tutti i fattori di rischio».
Ampio spazio sarà dedicato anche all’innovazione diagnostica e alla corretta misurazione della pressione arteriosa: «Non possiamo trattare il paziente iperteso senza conoscere i suoi reali valori pressori. Oggi è fondamentale la misurazione al di fuori dello studio medico, attraverso il monitoraggio delle 24 ore o l’automisurazione domiciliare. Questo consente una diagnosi più accurata e una migliore ottimizzazione della terapia lungo tutto l’arco della giornata».
Tra i temi di maggiore interesse, anche l’introduzione di metodiche avanzate come la Pulse Wave Velocity (PWV), utilizzata per valutare la rigidità arteriosa e migliorare la stratificazione del rischio:
«Stiamo applicando – spiega il dott. Di Guardo – nella pratica clinica metodiche innovative che fino a poco tempo fa erano riservate ai centri di ricerca. Questo ci permette di ottenere informazioni più precise sul danno vascolare e sull’efficacia delle terapie, portando un reale beneficio nella gestione del paziente».
Il congresso vedrà inoltre la partecipazione di autorevoli esponenti del panorama scientifico nazionale e internazionale, con sessioni dedicate alle linee guida, ai nuovi approcci terapeutici e alle prospettive future, tra cui i farmaci di nuova generazione e le tecnologie basate sui silenziatori dell’RNA.
«Sarà un congresso aperto alle innovazioni, con una forte collaborazione tra società scientifiche e con la presenza di esperti di livello internazionale. Discuteremo progetti concreti e affronteremo le nuove frontiere della terapia, con uno sguardo sempre rivolto alla pratica clinica quotidiana», conclude Di Guardo.
Due giornate intense di lavori, confronto e aggiornamento, che confermano Catania come punto di riferimento per la formazione e la ricerca in ambito cardiovascolare.

