In Sicilia i farmacisti del Servizio sanitario nazionale restano una delle figure più penalizzate all’interno delle aziende sanitarie provinciali. A denunciarlo è la CISL Medici Sicilia, che punta il dito contro il D.A. 2201/19 dell’Assessorato regionale della Salute, ritenuto responsabile di una grave carenza di personale nelle ASP dell’Isola.
Secondo i dati diffusi dal sindacato, nelle province più popolose della Sicilia i numeri risultano particolarmente ridotti: circa cinquanta farmacisti dirigenti per 1,2 milioni di abitanti a Palermo e quaranta per oltre un milione di residenti nell’area di Catania. Una situazione che, secondo la CISL Medici Sicilia, rischia di compromettere sia l’organizzazione dei servizi sia l’attuazione della riforma territoriale prevista dal DM 77/2022.
Al centro della contestazione c’è il criterio adottato dal decreto regionale del 2019, che stabilisce un limite del 3% per la dotazione dei farmacisti dirigenti rispetto alla dirigenza medica aziendale. Una soglia che il sindacato considera discriminatoria, soprattutto perché per le altre figure sanitarie non mediche il parametro arriva al 7%.
“La figura del farmacista SSN svolge funzioni autonome e strategiche”, sottolinea la CISL Medici Sicilia, ricordando le attività di farmacovigilanza, la gestione della distribuzione diretta dei farmaci e il controllo dell’appropriatezza prescrittiva. Compiti che diventano ancora più centrali nell’ambito della sanità territoriale e delle future Case della Comunità.
Il sindacato evidenzia inoltre come lo stesso D.A. 2201/19 preveda già una clausola che consente alle ASP compensazioni fino al 10% tra le diverse figure della dirigenza sanitaria non medica. Una possibilità che, però, secondo la CISL Medici Sicilia non verrebbe applicata in maniera uniforme nelle aziende sanitarie siciliane.
Per questo motivo viene chiesto un intervento immediato dell’Assessorato regionale della Salute attraverso una circolare interpretativa che renda obbligatoria l’applicazione della clausola di compensazione. Una misura che consentirebbe di incrementare rapidamente il numero dei farmacisti dirigenti nelle ASP.
Sul piano strutturale, invece, la proposta della CISL Medici Sicilia è quella di superare il criterio basato sul numero dei medici e collegare il fabbisogno di farmacisti alla popolazione residente, prendendo come riferimento il modello delle Farmacie di Comunità, dimensionate una ogni 3.300 abitanti.
Il sindacato richiama anche il DM 77/2022 e le Linee guida AGENAS, che inseriscono il farmacista SSN tra le figure essenziali nelle équipe territoriali per attività come riconciliazione farmacologica, aderenza terapeutica e counseling ai pazienti. “Con l’attuale parametro del 3% questa presenza è strutturalmente impossibile da garantire”, avverte la CISL Medici Sicilia.
Quattro le richieste formali avanzate all’Assessorato regionale: una circolare applicativa sulla compensazione fino al 10%, la modifica del D.A. 2201/19 con un parametro basato sulla popolazione residente, l’allineamento al DM 77/2022 e alle Linee AGENAS, oltre all’apertura di un tavolo di confronto sindacale.

