Lun, 11 Maggio 2026
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“Ipertensione arteriosa: opportunità e sfide per il futuro”, il resoconto del congresso

A Catania due giorni di alta formazione scientifica tra innovazione, prevenzione e nuove terapie

Grande partecipazione, confronto multidisciplinare e contenuti scientifici di altissimo livello per la seconda edizione del Congresso Interregionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), sezione Sicilia, Calabria e Sardegna, dedicato al tema “Ipertensione arteriosa: opportunità e sfide per il futuro”, che si è svolto al Four Points by Sheraton di Catania Acicastello. 

L’evento ha riunito specialisti, medici di medicina generale, ricercatori e professionisti sanitari provenienti da tutta Italia, confermando il ruolo sempre più centrale della gestione integrata del rischio cardiovascolare e dell’approccio multidisciplinare nella cura del paziente iperteso.

A tracciare il bilancio finale del congresso è stato il coordinatore scientifico, il dottor Antonino Di Guardo, che ha sottolineato il valore dei contenuti emersi durante le due giornate di lavori.

«È stato un grande successo, oltre le nostre aspettative. Abbiamo discusso in maniera esaustiva non soltanto del paziente iperteso, ma del paziente con elevato rischio cardiovascolare. Oggi non basta più considerare l’ipertensione come un semplice aumento dei valori pressori, ma bisogna stratificare il rischio globale del paziente e costruire un percorso terapeutico precoce, efficace e continuo», ha dichiarato Di Guardo. 

Ampio spazio è stato dedicato alla nuova frontiera della medicina personalizzata e all’evoluzione delle metodiche diagnostiche.

«Oggi siamo in grado, attraverso il monitoraggio pressorio delle 24 ore e la misurazione domiciliare, di fenotipizzare il paziente, individuare l’ipertensione mascherata o notturna e comprendere già precocemente il rischio cardiovascolare. La pressione non è un semplice numero, ma un fenomeno dinamico che deve essere interpretato nel contesto clinico complessivo», ha aggiunto il coordinatore scientifico. 

Di Guardo ha poi evidenziato i principali contributi scientifici emersi durante il congresso: «Il professor Gianfranco Parati, presidente della World Hypertension League, ha fornito raccomandazioni pratiche fondamentali per tradurre le linee guida nella pratica clinica quotidiana. Il professor Virdis ha approfondito il ruolo della polipillola per migliorare l’aderenza terapeutica, mentre il professor Desideri ha focalizzato l’attenzione sull’importanza di trattare precocemente il paziente iperteso anche per prevenire il decadimento cognitivo». 

«Straordinario anche il contributo del professor Salvatore Corrao sull’adiposopatia e sul legame tra obesità e rischio cardiovascolare. I professori Veglio e Imbalzano ci hanno invece illustrato le nuove prospettive terapeutiche legate ai farmaci che riducono la sintesi dell’aldosterone e ai silenziatori dell’RNA messaggero, tecnologie che rappresentano una delle più grandi innovazioni per il futuro della terapia antipertensiva», ha aggiunto Di Guardo. 

Il coordinatore scientifico ha infine ribadito il ruolo fondamentale della prevenzione: «L’ipertensione è ancora oggi un killer silenzioso. Curare il paziente iperteso è complesso e non può essere banalizzato. Servono monitoraggio costante, continuità terapeutica e una stretta collaborazione tra medicina generale e centri specialistici». 

Tra gli interventi anche quello del presidente dell’Ordine dei Medici di Catania Alfio Saggio: «L’ipertensione interessa oltre il 30% della popolazione italiana e milioni di pazienti non raggiungono un controllo efficace della pressione. Oggi disponiamo di farmaci innovativi, ma la vera sfida resta la prevenzione attraverso stili di vita corretti e il monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa». 

Il professor Grzegorz Bilo dell’Università Milano Bicocca e dell’Istituto Auxologico Italiano IRCCS ha sottolineato il ruolo decisivo della corretta misurazione pressoria: «Non esiste una corretta diagnosi né una corretta gestione dell’ipertensione senza una buona misurazione della pressione. Le rilevazioni effettuate fuori dall’ambulatorio consentono di personalizzare realmente la terapia». 

Il professor Maurizio Russello, direttore della UOC di Medicina ad indirizzo epatologico dell’Ospedale Garibaldi Nesima, ha evidenziato il legame tra MASLD e rischio cardiovascolare: «La malattia metabolica del fegato e l’ipertensione condividono meccanismi patogenetici comuni. È indispensabile un approccio multidisciplinare tra epatologi, cardiologi, diabetologi e medici di medicina generale». 

Il presidente dell’Associazione Diabetologi Sicilia Roberto Baratta ha parlato delle nuove prospettive terapeutiche contro obesità e rischio cardiometabolico: «Stiamo vivendo una vera rivoluzione farmacologica. Oggi disponiamo di farmaci capaci di prevenire complicanze cardiovascolari importanti già in età molto giovane. Tuttavia, il pilastro resta sempre lo stile di vita». 

Il professor Carmine Savoia, ordinario di Medicina Interna alla Sapienza di Roma, ha focalizzato l’attenzione sulla prevenzione dello scompenso cardiaco: «Il continuum cardioreno metabolico impone una gestione integrata di diabete, obesità, ipertensione e sindrome metabolica. Oggi possiamo intervenire più precocemente anche grazie ai nuovi farmaci per il controllo del peso corporeo». 

Il professor Massimo Volpe, della Sapienza Università di Roma e dell’IRCCS San Raffaele, ha illustrato il progetto nazionale Carabela: «In Italia soltanto il 45-50% dei pazienti trattati raggiunge il target pressorio. Serve migliorare l’organizzazione tra territorio, medicina generale e centri specialistici, individuando indicatori concreti per aumentare il controllo dell’ipertensione». 

Il professor Salvatore Corrao, ordinario di Medicina Interna all’Università di Palermo, ha approfondito il tema dell’adiposopatia: «Dietro l’obesità esiste una condizione infiammatoria sistemica che aumenta il rischio cardiovascolare, renale e oncologico. I nuovi farmaci rappresentano strumenti molto importanti, ma non sostituiscono corretti stili di vita». 

Grande attenzione anche per l’intervento del professor Gianfranco Parati, presidente della World Hypertension League, che ha richiamato l’urgenza di tradurre concretamente le linee guida nella pratica clinica quotidiana: «L’ipertensione arteriosa resta la prima causa di morte al mondo con le sue complicanze. Abbiamo oltre un miliardo e 400 milioni di ipertesi e solo una minima parte è realmente controllata». 

Il congresso ha così confermato Catania come punto di riferimento nazionale per il confronto scientifico sulle grandi sfide cardiovascolari del presente e del futuro, con uno sguardo rivolto all’innovazione tecnologica, alla medicina personalizzata e alla prevenzione come strumento fondamentale di salute pubblica.

Nel corso del congresso sono stati inoltre affrontati temi di grande attualità scientifica, come il ruolo degli antagonisti recettoriali SGLT2 nel paziente con sindrome cardiorenale, illustrato dal professor Claudio Ferri, il ruolo della polipillola nella gestione del paziente iperteso con comorbidità, approfondito dal professor Agostino Virdis, il decadimento cerebrale nel paziente iperteso con fibrillazione atriale trattato dal professor Giovanbattista Desideri, il rapporto tra ipertensione e parodontite illustrato dal professor Giovanni Barbagallo, le nuove prospettive terapeutiche nelle ipertensioni difficili trattate dal professor Franco Veglio, le innovazioni dell’inibizione genica nel controllo del RAAS presentate dal professor Egidio Imbalzano e il rapporto tra deprivazione del sonno, ipertensione e malattie cardiovascolari approfondito dal professor Martino Pengo.

Due giornate intense che hanno confermato il ruolo strategico della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa nel promuovere aggiornamento scientifico, multidisciplinarietà e innovazione terapeutica, con l’obiettivo di migliorare concretamente la gestione del paziente iperteso nella pratica clinica quotidiana.

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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