Mar, 29 Settembre 2026
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Caltagirone, rara sindrome HLH: curata bambina di 10 anni

Diagnosticata e trattata a Caltagirone una rara sindrome HLH in una bambina di 10 anni. Le cure tempestive hanno consentito la regressione completa del quadro.

Un raro e complesso caso di linfoistiocitosi emofagocitica (HLH) secondaria a infezione è stato recentemente diagnosticato e gestito presso l’Unità Operativa di Pediatria dell’Ospedale di Caltagirone, diretta da Roberto Giugno, in una bambina di 10 anni.

La HLH è una rara sindrome iperinfiammatoria nella quale il sistema immunitario, normalmente chiamato a difendere l’organismo dalle infezioni, sviluppa una risposta eccessiva e non riesce più a regolarla correttamente. Si determina così uno stato di infiammazione molto intensa che può coinvolgere rapidamente diversi organi. Si tratta di una condizione potenzialmente letale se non riconosciuta e trattata tempestivamente.

Nel caso seguito a Caltagirone, la HLH si è sviluppata nel contesto di infezioni concomitanti da Mycoplasma pneumoniae, rotavirus e Clostridium intestinale. Particolarmente rara in età pediatrica è l’associazione della sindrome con Mycoplasma pneumoniae, descritta solo in un numero limitato di casi nella letteratura scientifica.

La bambina presentava importanti alterazioni della funzionalità epatica e della coagulazione, con valori delle transaminasi e del D-dimero particolarmente elevati che, insieme agli altri elementi clinici e di laboratorio, hanno restituito un quadro di particolare gravità.

«La gestione di questo caso – sottolinea la Direzione strategica dell’Asp di Catania, guidata dal manager Giuseppe Laganga Senzio – conferma il livello professionale raggiunto dalla Pediatria di Caltagirone e la qualità dell’offerta assistenziale. Un risultato che riflette la solidità delle competenze presenti e che si inserisce nel più ampio processo di qualificazione dei servizi ospedalieri, orientato a consolidare capacità di risposta, appropriatezza e qualità delle cure».

La tempestiva identificazione della sindrome da parte dell’équipe pediatrica, insieme allo stretto monitoraggio clinico e laboratoristico e al pronto avvio del trattamento, ha consentito di controllare progressivamente l’iperinfiammazione e di ottenere la completa regressione del quadro clinico e delle alterazioni laboratoristiche.

La bambina ha risposto positivamente alle cure, con un progressivo miglioramento delle condizioni generali e la normalizzazione dei parametri.

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