Ven, 10 Luglio 2026
HomeSalute e benessereInfezioni ospedaliere, 11 mila decessi l'anno: l'allarme sulla qualità dell'aria

Infezioni ospedaliere, 11 mila decessi l’anno: l’allarme sulla qualità dell’aria

In Italia oltre 430 mila infezioni ospedaliere e 11 mila decessi ogni anno. Gli esperti evidenziano il ruolo della qualità dell'aria nella prevenzione.

Ogni anno in Italia si registrano circa 430 mila infezioni correlate all’assistenza (ICA), responsabili di oltre 11 mila decessi e di un costo aggiuntivo stimato in 800 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale. È il quadro che emerge da un focus diffuso da REair, che richiama l’attenzione sul ruolo della qualità dell’aria negli ambienti ospedalieri come fattore determinante nella prevenzione delle infezioni. 

Secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo si registrano ogni anno oltre 3,5 milioni di casi di infezioni correlate all’assistenza, con più di 90 mila decessi. Un fenomeno che assume un peso ancora maggiore considerando che il 71% delle infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici è riconducibile proprio alle infezioni acquisite durante il ricovero ospedaliero. 

Il ruolo dell’aria negli ospedali

Secondo il professor Angelo Del Favero, consigliere delegato per la ricerca e sviluppo di REair ed ex direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’aria stagnante e le superfici non adeguatamente trattate, insieme a pratiche scorrette, possono diventare un importante veicolo di diffusione di bioaerosol e agenti patogeni.

L’associazione sottolinea come fino al 50% delle infezioni correlate all’assistenza potrebbe essere evitato attraverso efficaci strategie di prevenzione e controllo. In questo contesto, la qualità dell’aria indoor assume un ruolo sempre più strategico, soprattutto nei confronti dei pazienti fragili, immunodepressi o affetti da patologie croniche. 

Inquinamento indoor e strutture sanitarie

L’inquinamento dell’aria negli ospedali deriva da una combinazione di fattori esterni, come polveri sottili ed emissioni, e fattori interni, tra cui detergenti, disinfettanti, apparecchiature medicali e normale attività clinica.

Uno studio pubblicato sul Journal of Healthcare Engineering, citato nel focus, evidenzia come nei reparti di degenza la concentrazione di alcuni inquinanti chimici possa risultare superiore rispetto all’aria esterna. Tra questi figurano i composti organici volatili rilasciati dai prodotti per la sanificazione e alcuni gas utilizzati nell’attività clinica, che tendono a ristagnare negli ambienti chiusi. 

Le strategie per ridurre il rischio

Gli esperti indicano alcune priorità per migliorare la sicurezza degli ambienti ospedalieri:

  • adottare un approccio integrato che consideri sia la qualità dell’aria sia quella delle superfici;
  • affiancare ai protocolli di sanificazione tradizionali sistemi di protezione continuativa;
  • monitorare costantemente parametri come CO₂, particolato, temperatura e umidità;
  • intervenire anche sulle aree meno accessibili alla pulizia ordinaria;
  • investire in tecnologie sostenibili e facilmente integrabili nelle strutture esistenti, molte delle quali hanno oltre cinquant’anni di vita;
  • progettare ospedali sempre più resilienti al rischio infettivo, con particolare attenzione alla prevenzione e alla tutela di pazienti e operatori sanitari. 

Secondo REair, migliorare la qualità dell’aria non rappresenta soltanto una misura di sicurezza clinica, ma anche un investimento in termini di sostenibilità, capace di ridurre ricoveri prolungati, consumo di antibiotici, contenziosi e costi complessivi per il sistema sanitario. 

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

quindici − 5 =

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Categorie

Da non perdere