La salute del cuore si costruisce ogni giorno, anche quando non ci sono sintomi. Conoscere la propria pressione, controllare colesterolo e glicemia, evitare il fumo e muoversi regolarmente sono passi fondamentali per ridurre il rischio cardiovascolare. Un impegno che torna al centro della Giornata mondiale per il Cuore del 29 settembre, con il messaggio della Fondazione Italiana per il Cuore-Ets: «Per un cuore sano… prima la prevenzione!».
La dimensione della sfida emerge da un dato richiamato dall’Organizzazione mondiale della sanità: circa l’80% degli infarti e degli ictus prematuri è prevenibile. Una stima che riguarda questi eventi e non va interpretata come una riduzione identica del rischio per ogni persona.
Il piano europeo per proteggere il cuore
La campagna si inserisce nel percorso del Safe Hearts Plan, presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025. Il primo piano dell’Unione dedicato alla salute cardiovascolare si articola su tre ambiti: prevenzione, diagnosi precoce e screening, trattamento e assistenza, compresa la riabilitazione.
Tra gli obiettivi figura la riduzione del 25% della mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035, rispetto al 2022. Il documento incoraggia inoltre gli Stati membri a sviluppare o attuare piani nazionali entro il 2027, valorizzando le iniziative già esistenti.
Per Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore, ai progressi ottenuti nella diagnosi e nella cura deve affiancarsi un investimento altrettanto deciso nella promozione della salute. Significa accompagnare le persone prima che la malattia compaia e rendere la prevenzione parte della vita quotidiana, con il supporto dei professionisti sanitari.
Conoscere i fattori di rischio
Ipertensione, alterazioni dei grassi nel sangue, diabete di tipo 2, fumo, obesità e sovrappeso sono tra i principali fattori sui quali intervenire. A questi si aggiungono sedentarietà, alimentazione poco equilibrata e consumo dannoso di alcol. Individuarli precocemente permette di impostare con il medico un percorso adeguato.
Nel nuovo opuscolo informativo, la Fondazione amplia l’attenzione anche ad aspetti meno presenti nel dibattito pubblico: stress, isolamento sociale, salute orale, inquinamento e mancata aderenza alle terapie. Fattori e condizioni da considerare nel quadro complessivo della salute della persona, senza attribuire a tutti lo stesso peso.
Un’attenzione specifica è rivolta alle donne, per rafforzare la consapevolezza del rischio cardiovascolare e favorire l’accesso alla prevenzione.
Dalle scelte quotidiane alle cure
Cristina Meneghin, direttrice della Comunicazione scientifica e coordinatrice del Comitato scientifico della Fondazione, richiama una medicina capace di anticipare i bisogni e coinvolgere attivamente i cittadini. Un percorso che passa dalle scuole, dai luoghi di lavoro e dalla partecipazione ai programmi di prevenzione.
La Fondazione sottolinea anche il ruolo delle vaccinazioni nella protezione cardiovascolare, da valutare secondo le indicazioni previste per età e condizioni di salute. Restano centrali la continuità delle cure prescritte e il confronto con il medico sui controlli necessari.
Screening e informazione sul territorio
In occasione della Giornata, la Fondazione Italiana per il Cuore, insieme alla Fondazione Giovanni Lorenzini e a Conacuore, promuove iniziative rivolte alla popolazione. Il programma annunciato comprende, tra settembre e ottobre, screening gratuiti, incontri e distribuzione di materiale educativo.
L’obiettivo, spiega il presidente di Conacuore Giuseppe Ciancamerla, è aiutare i cittadini a riconoscere i propri fattori di rischio e a capire come intervenire. Le informazioni su luoghi e appuntamenti sono disponibili sul sito della Fondazione Italiana per il Cuore.

