Ven, 27 Febbraio 2026
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Ospedale e territorio più vicini, il medico di famiglia al centro del sistema

Grande partecipazione al primo Congresso MetaMedica a Catania. Medici di famiglia e specialisti insieme per rafforzare il rapporto ospedale-territorio.

MetaMedica: primo congresso oltre le aspettative

È stato un successo oltre le attese il primo Congresso MetaMedica che si è svolto all’NH Parco degli Aragonesi di Catania, una giornata intensa di confronto tra specialisti ospedalieri e medici di medicina generale. Sala piena per tutte le sessioni, grande partecipazione di giovani medici, forte attenzione al ruolo del territorio e alla necessità di una reale integrazione con l’ospedale, con particolare riferimento al medico di famiglia come asse portante del sistema.

«Siamo felicissimi, è stata una bellissima giornata che è andata al di sopra delle nostre aspettative» commenta il presidente di MetaMedica e responsabile scientifico del congresso, dottor Antonio Fusco. «Quando sono arrivato ero molto emozionato, vedere la sala piena, i partner presenti e tutti i colleghi che hanno creduto in questo progetto è stato davvero toccante. Abbiamo vissuto una giornata ricca di scambi e di confronto scientifico e, soprattutto, abbiamo centrato l’obiettivo: creare un dialogo concreto tra sanità territoriale e sanità ospedaliera».

Fusco ha ribadito la volontà di costruire un percorso stabile e continuativo. «Questa non è solo una prima edizione, è un punto di partenza. Vogliamo che MetaMedica diventi una rete, un luogo in cui medici di famiglia e specialisti si parlano, condividono casi, problemi, soluzioni. Tutti i relatori, sia ospedalieri sia della medicina generale, hanno sottolineato quanto il ruolo del medico di famiglia sia di primaria importanza e quanto sia decisivo il link tra i diversi livelli di cura. Il nostro impegno, da domani, sarà dare continuità a questo metodo di lavoro e restare presenti sul territorio, raccontando e migliorando ogni giorno il nostro quotidiano lavoro accanto ai pazienti».

Il presidente dell’Ordine dei medici di Catania, dottor Alfio Saggio, ha posto l’accento sul valore strategico del lavoro di squadra. «Per anni c’è stata una cattiva integrazione tra territorio e ospedale, con contrapposizioni e incomprensioni reciproche» ha spiegato. «Oggi, anche grazie al lavoro dell’Ordine, stiamo vivendo una fase nuova in cui le due componenti hanno capito che non possono fare a meno l’una dell’altra. Il medico di famiglia è la spina dorsale del Servizio sanitario nazionale, se non proteggiamo il territorio pagheremo tutti le conseguenze della decadenza del sistema.»

Molto apprezzata la presenza di tanti giovani medici. Il dottor Giuseppe Distefano, coordinatore della Scuola di formazione in medicina generale, ha sottolineato come «vedere così tanti giovani in sala è un segnale bellissimo e il merito va anche al lavoro del dottor Fusco e di MetaMedica». Distefano ha ricordato come il futuro della medicina sia letteralmente nelle loro mani e come il nuovo ruolo del territorio, con le Case di comunità e la gestione di molte patologie prima dell’ospedale, richieda medici di base preparati, responsabilizzati e messi nelle migliori condizioni per lavorare.

Sul fronte delle malattie infettive, il professor Andrea Marino, ricercatore dell’Università di Catania, ha richiamato l’attenzione sui dati allarmanti dell’antibiotico resistenza. «Non siamo messi bene, se non cambiamo rotta la resistenza agli antibiotici rischia di diventare la prima causa di morte entro il 2050» ha spiegato, evidenziando la necessità di una vera stewardship antimicrobica, basata sulla collaborazione tra ospedale e territorio e su un uso più appropriato delle terapie. Marino ha insistito anche sul valore della vaccinazione per malattie “tradizionali” come influenza e polmoniti, spesso sottovalutate.

Il tema delle vaccinazioni è stato al centro anche dell’intervento del dottor Gabriele Giorgianni, responsabile UOS Coordinamento attività vaccinali dell’Asp di Catania. «Il ruolo del medico di base è fondamentale nella campagna anti influenzale, perché il rapporto fiduciario con il paziente fa la differenza» ha ricordato. Giorgianni ha parlato di “vaccine fatigue” dopo la pandemia, con una preoccupante riduzione delle coperture sia negli anziani sia in ambito pediatrico, e ha illustrato le iniziative del Dipartimento di Prevenzione per rafforzare vaccinazioni e screening, compresa la consegna diretta dei vaccini negli studi dei medici di medicina generale.

Nella macroarea cardiovascolare, il cardiologo dottor Luigi Ferrarotto (Centro Cuore Morgagni) ha affrontato il tema dell’ipertensione di primo riscontro, fattore di rischio tra i più diffusi e spesso sottovalutato. «Troppo spesso ci si occupa della pressione alta quando ha già prodotto danni» ha detto, spiegando l’importanza di una diagnosi corretta, che passa anche per misurazioni domiciliari e monitoraggio nelle 24 ore. Ferrarotto ha ribadito come modifiche dello stile di vita possano incidere nei casi iniziali, mentre nelle forme conclamate serve una terapia farmacologica adeguata, sempre in stretta collaborazione tra medico di base e specialista.

Sul versante pneumologico, il dottor Santi Nolasco, dirigente medico del Policlinico di Catania, ha illustrato la complessità della gestione del paziente asmatico. «L’asma è una patologia sfumata, spesso confusa con altre malattie respiratorie, con molte comorbidità che ne mascherano i sintomi» ha spiegato. Nolasco ha evidenziato il ruolo dei biomarcatori, degli inalatori e, nelle forme più gravi, delle terapie biologiche, sottolineando la necessità che il medico di famiglia intercetti i campanelli di allarme e invii precocemente i pazienti agli ambulatori specialistici.

Il punto di vista della medicina generale è arrivato forte e chiaro anche dal dottor Michele Ventimiglia, medico di famiglia, che ha parlato delle infezioni urinarie ricorrenti e, più in generale, della responsabilità del medico di base. «Il paziente è mio, non dello specialista» ha detto, spiegando come il medico di famiglia sia il primo interlocutore a cui il cittadino si rivolge per bruciori, disturbi e sintomi ricorrenti. Ventimiglia ha richiamato con forza il problema dell’autodiagnosi e dell’abuso di antibiotici, definendolo «un danno collettivo, non solo individuale» e ha raccontato il peso di avere sulle proprie spalle la salute di centinaia di assistiti.

Un focus particolare è stato dedicato al linfedema grazie all’intervento del dottor Carlo Comandè, chirurgo vascolare del Policlinico di Palermo e coordinatore regionale SIF. «Parliamo di una patologia definita rara ma che in realtà non è più così rara, solo in Sicilia stimiamo circa cinquantamila casi» ha spiegato. Comandè ha illustrato le nuove frontiere terapeutiche, da un approccio più olistico e multimodale, che affianca fisioterapia, chirurgia e terapia medica, fino alle prospettive della medicina rigenerativa e della terapia genica. Diagnosi precoce e sensibilizzazione dei medici di base restano, secondo Comandè, la chiave per offrire ai pazienti le migliori chance.

La dottoressa Gaia Greco, medico di medicina generale, ha completato il quadro vascolare parlando di malattia venosa cronica, condizione molto diffusa soprattutto tra le donne. «È una patologia che incide in modo significativo sulla qualità della vita, ma che spesso viene sottovalutata» ha spiegato. Greco ha evidenziato come, grazie a consigli pratici e a una migliore capacità di riconoscere i segni precoci in ambulatorio, il medico di famiglia possa avviare percorsi terapeutici appropriati e ridurre le complicanze, sempre in sinergia con gli specialisti.

Sull’asma grave e sulle terapie biologiche è intervenuta la dottoressa Leda D’Amico, dirigente medico di pneumologia all’ospedale Garibaldi. «All’inizio c’era diffidenza verso i biologici, oggi i dati ci mostrano risultati eccellenti» ha spiegato. D’Amico ha raccontato casi di pazienti con quadri clinici molto compromessi, anche in ossigenoterapia, che grazie ai nuovi farmaci hanno visto migliorare in modo significativo la qualità di vita. Anche in questo ambito il medico di famiglia resta decisivo per riconoscere precocemente la malattia e indirizzare il paziente verso percorsi diagnostici dedicati.

Il dottor Francesco Aletta, medico di medicina generale, ha portato l’attenzione sui limiti e le potenzialità della gestione dell’asma in ambulatorio. «La spirometria è uno strumento fondamentale, ma ancora non è realmente integrato nella nostra attività convenzionata» ha sottolineato. Aletta ha spiegato come il medico di base, abituato a lavorare sui sintomi e sul contatto diretto con i pazienti, potrebbe fare ancora di più se avesse accesso stabile a strumenti diagnostici di base in maniera proattiva, cioè quando li ritiene necessari e non solo nell’ambito di progetti occasionali.

Al termine dei lavori, il bilancio è stato unanimemente positivo. Il congresso MetaMedica ha confermato la centralità del medico di famiglia, la necessità di un’integrazione strutturale con l’ospedale e l’importanza di formare e coinvolgere le nuove generazioni di medici. 

«Abbiamo messo un primo tassello importante» ha concluso il presidente Fusco «ora la sfida è trasformare questo confronto in percorsi condivisi, stabili e misurabili. MetaMedica continuerà a esserci, sul territorio, accanto ai professionisti e ai pazienti».

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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