Si è tenuto all’Hotel Federico II di Enna il corso di aggiornamento dedicato alla stenosi aortica, una delle patologie valvolari più diffuse e complesse nella popolazione adulta.
L’iniziativa, dal titolo “Stenosi aortica: l’importanza di un percorso ottimizzato dal territorio all’Heart Valve Network”, ha riunito cardiologi ed esperti del settore per fare il punto sulle più recenti evidenze scientifiche e sui modelli organizzativi necessari per migliorare la presa in carico dei pazienti.
Diretto dal prof. Marco Barbanti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Enna, e dal Dott. Giuliano Costa, Dirigente Medico Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G.Rodolico – San Marco” di Catania.
e Giuliano Costa, il corso ha rappresentato un momento di confronto multidisciplinare incentrato soprattutto sul ruolo della diagnosi precoce e sulla costruzione di percorsi clinici integrati tra medicina territoriale e centri specialistici.
Una patologia ancora troppo spesso diagnosticata tardi
La stenosi valvolare aortica degenerativa è oggi la valvulopatia più frequente nei Paesi industrializzati. Nonostante questo, una quota significativa di pazienti arriva alla diagnosi in fase avanzata di malattia, quando il danno cardiaco è già importante e il rischio di complicanze cardiovascolari aumenta in modo significativo.
Durante il congresso è stato ribadito come la stenosi aortica severa non trattata presenti un’elevata mortalità, soprattutto a causa dello sviluppo di insufficienza cardiaca e di altri eventi cardiovascolari. Un dato destinato a crescere nei prossimi anni, anche per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita e dell’invecchiamento della popolazione.
TAVI, la rivoluzione mininvasiva
Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione delle tecniche terapeutiche, con particolare attenzione all’impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI).
Questa procedura rappresenta oggi un’alternativa consolidata alla chirurgia tradizionale e, nei pazienti anziani, è sempre più considerata il trattamento di prima scelta indipendentemente dal profilo di rischio. L’approccio mininvasivo, soprattutto per via transfemorale, consente infatti un recupero più rapido e una dimissione precoce per molti pazienti trattati nei centri con maggiore esperienza.
Il ruolo decisivo del territorio
Uno dei temi centrali emersi dal confronto scientifico riguarda la necessità di costruire percorsi assistenziali strutturati tra medicina territoriale e Heart Valve Network, in modo da individuare precocemente i pazienti e indirizzarli rapidamente verso i centri in grado di offrire trattamenti avanzati come la TAVI.
In questo senso, il dialogo tra cardiologi ospedalieri, medici del territorio e specialisti dell’imaging cardiovascolare diventa fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre i tempi di accesso alle cure.
Un aggiornamento per la pratica clinica
Il programma scientifico ha affrontato diversi aspetti della gestione della stenosi aortica: dalle indicazioni al trattamento secondo le linee guida internazionali, alla valutazione ecocardiografica avanzata, fino all’organizzazione del percorso del paziente candidato alla TAVI.
L’obiettivo del corso è stato proprio quello di fornire ai professionisti sanitari strumenti aggiornati per una gestione sempre più personalizzata della patologia, favorendo l’integrazione tra evidenze scientifiche e pratica clinica quotidiana.
Un confronto che conferma quanto la collaborazione tra territorio e centri di eccellenza rappresenti oggi una delle chiavi principali per affrontare efficacemente una patologia in costante crescita come la stenosi aortica.

