L’aria condizionata è un’alleata preziosa contro il caldo estivo, ma un flusso freddo diretto continuamente verso collo, spalle e schiena può contribuire alla comparsa di disturbi muscoloscheletrici, soprattutto quando si trascorrono molte ore nella stessa posizione.
Secondo un’analisi dell’associazione di medici specialisti Smilevolution, una persona su tre tra quanti lavorano in ufficio o affrontano lunghi viaggi in automobile sarebbe interessata da dolori legati all’effetto combinato di postura scorretta ed esposizione all’aria fredda.
La letteratura scientifica, precisa l’associazione, non dimostra che l’aria condizionata possa modificare permanentemente la postura. Diversi studi, tuttavia, indicano un’associazione tra ambienti freddi, posizioni mantenute a lungo e disturbi come cervicalgia, dolore alle spalle e lombalgia.
Collo flesso e sedentarietà aumentano il rischio
Uno studio pubblicato sull’“European Spine Journal” e condotto su 512 impiegati ha rilevato dolore cervicale, nei dodici mesi precedenti, nel 45,5% dei partecipanti.
Restare seduti frequentemente e per periodi prolungati risultava associato a una probabilità circa doppia di sviluppare dolore al collo. Un rischio analogo è stato osservato nelle persone abituate a mantenere a lungo il capo flesso in avanti, una posizione comune quando lo schermo del computer non è collocato correttamente.
Anche l’organizzazione della postazione può fare la differenza. Una ricerca pubblicata su “BMJ Open”, condotta su 417 lavoratori che utilizzavano abitualmente il computer, ha associato la posizione non frontale del monitor a una maggiore probabilità di cervicalgia. Nello stesso studio, la percezione di una temperatura troppo fredda in ufficio risultava collegata alla lombalgia.
Freddo professionale associato a cervicalgia e lombalgia
Ulteriori indicazioni arrivano da uno studio pubblicato nel 2022 sulla rivista “Ergonomics”, che ha coinvolto 12.627 persone nel Nord della Svezia.
«Nell’analisi della popolazione lavorativa, un’elevata esposizione professionale ad ambienti freddi risultava significativamente associata a dolore cervicale, lombalgia e radicolopatia lombare», spiega Enrica Poggio, presidente di Smilevolution.
L’associazione rimaneva significativa anche dopo la correzione dei risultati per fattori come età, sesso, indice di massa corporea, carico fisico, fumo e stress: l’elevata esposizione al freddo era collegata a una probabilità superiore del 36% per la cervicalgia e del 38% per la lombalgia.
Questi dati descrivono associazioni statistiche e non dimostrano che il freddo sia, da solo, la causa dei disturbi.
Prevenzione: attenzione a temperatura, flussi d’aria e postazione
Secondo gli esperti, il problema nasce soprattutto dall’interazione tra più fattori: postazioni poco ergonomiche, sedentarietà, tensioni muscolari e getti d’aria fredda diretti sul corpo.
Per ridurre il disagio è consigliabile:
- evitare che il flusso del condizionatore colpisca direttamente collo, spalle o schiena;
- mantenere una temperatura interna confortevole, senza sbalzi eccessivi rispetto all’esterno;
- collocare il monitor frontalmente e all’altezza corretta;
- appoggiare bene la schiena e tenere i piedi a terra;
- cambiare spesso posizione e fare brevi pause di movimento;
- non trascurare un dolore persistente o accompagnato da formicolio, debolezza o irradiazione agli arti.
«È l’effetto congiunto sulla postura a configurare le premesse per un vero e proprio male sociale», osserva Poggio, sottolineando l’importanza di un intervento preventivo e, quando necessario, di una valutazione coordinata da parte di più specialisti.
L’aria condizionata, dunque, non deve essere demonizzata: va utilizzata correttamente, evitando temperature troppo basse e correnti dirette. Se il dolore tende a ripresentarsi o non passa, è opportuno rivolgersi al medico per individuarne le cause ed evitare che diventi cronico.

