Ven, 29 Maggio 2026
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Cefalea digitale nei bambini, i pediatri: “Troppi schermi aumentano il rischio”

La Sip lancia l’allarme sulla cefalea digitale nei più giovani: smartphone, social e sonno alterato tra le cause di mal di testa ed emicranie.

Smartphone usati fino a tarda notte, scrolling continuo sui social, sonno alterato e stress digitale.

È questo il quadro sempre più frequente osservato dai pediatri italiani tra bambini e adolescenti. Un fenomeno che oggi ha anche un nome preciso: “cefalea digitale”.

Il tema è stato al centro dell’81esimo Congresso italiano di pediatria della Società Italiana di Pediatria, in corso a Padova fino al 29 maggio, dove gli specialisti hanno acceso i riflettori sugli effetti dell’iper-esposizione agli schermi sulla salute dei più giovani.

Secondo gli esperti, negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno evidenziato una correlazione tra il tempo trascorso davanti a smartphone, tablet e dispositivi elettronici e l’aumento di cefalee ed emicranie in età pediatrica. Tra i principali fattori associati figurano l’affaticamento visivo, l’alterazione del ritmo sonno-veglia e il sovraccarico cognitivo legato all’utilizzo prolungato delle piattaforme digitali.

La cefalea rappresenta oggi una delle cause più frequenti di accesso agli ambulatori pediatrici e interessa fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare.

Una recente review pubblicata sulla rivista “Headache”, che ha analizzato 48 studi internazionali, indica infatti la durata dello screen time come uno dei fattori più frequentemente associati al mal di testa nei ragazzi. I sintomi più comuni comprendono cefalea, affaticamento visivo, bruciore oculare e disturbi del sonno.

Ulteriori conferme arrivano anche da uno studio pubblicato sul “Boletín Médico del Hospital Infantil de México”, secondo cui nei bambini che soffrivano di cefalea risultava più frequente un utilizzo di smartphone e tablet superiore alle tre ore al giorno. Nei casi di esposizione oltre le sei ore quotidiane, aumentava anche la frequenza degli episodi di mal di testa. Lo studio ha inoltre osservato un miglioramento dei sintomi dopo la riduzione del tempo trascorso davanti agli schermi.

Secondo la Sip, il problema nasce da una combinazione di fattori. Da un lato c’è l’affaticamento visivo provocato dalla continua esposizione a contenuti rapidi e altamente stimolanti, come video brevi e scrolling infinito tipici dei social network; dall’altro pesa l’impatto della luce blu emessa dagli schermi, che può ridurre la produzione di melatonina e compromettere la qualità del sonno, elemento strettamente collegato alle cefalee.

Anche la postura ha un ruolo importante.

Passare molte ore con il collo piegato sullo smartphone, la cosiddetta sindrome del “text neck”, aumenta infatti la tensione dei muscoli cervicali e può favorire dolori che si irradiano verso la testa, soprattutto nelle forme di cefalea tensiva.

Ma non c’è solo una componente fisica.

Le piattaforme digitali espongono bambini e adolescenti a una stimolazione continua fatta di notifiche, immagini rapide e contenuti sempre nuovi. Un sovraccarico cognitivo che, insieme alla paura di “perdersi qualcosa”, la cosiddetta Fomo (Fear of Missing Out), può aumentare stress e vulnerabilità alla cefalea nei soggetti predisposti.

“Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di imparare a utilizzarla in modo corretto”, spiega Antonino Gulino, componente del consiglio direttivo della Sip. “Oggi sappiamo che l’uso serale degli smartphone, il binge scrolling, il sonno insufficiente e l’iper-esposizione agli schermi possono contribuire a peggiorare cefalee ed emicranie”.

Sulla stessa linea anche Rino Agostiniani: “I dispositivi elettronici fanno ormai parte della quotidianità dei bambini e degli adolescenti, ma proprio per questo è fondamentale educare famiglie e ragazzi a un utilizzo consapevole”.

Tra le raccomandazioni dei pediatri ci sono alcune semplici regole: evitare smartphone e tablet prima di dormire, mantenere le camere da letto “device free”, limitare il tempo trascorso online e fare pause frequenti durante l’utilizzo degli schermi.

“La prevenzione oggi passa anche dall’educazione digitale”, conclude la Sip.

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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