Primo prelievo di cornee del 2026 all’Ospedale di Caltagirone. Il donatore, di 67 anni, era ricoverato presso l’Unità Operativa di Rianimazione del Presidio ospedaliero calatino.
Il gesto di generosità della famiglia ha consentito di avviare il percorso di donazione, offrendo una concreta possibilità di cura e di recupero della vista a pazienti in attesa di trapianto. Un segnale che conferma il progressivo rafforzamento delle attività di donazione e trapianto dell’Asp di Catania.
Le attività sono realizzate in raccordo con il Centro Regionale Trapianti, nell’ambito del sistema regionale donazione-trapianti.
«Ogni donazione è un gesto di grande altruismo e responsabilità civile che consente di offrire nuove possibilità di cura ad altri pazienti – ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio -. Cresce la rete e cresce una sensibilità sempre più diffusa verso la donazione, grazie anche all’impegno quotidiano dei professionisti coinvolti nei percorsi di donazione e trapianto. A loro, così come alla famiglia del donatore, va il nostro sentimento di gratitudine».
Il processo di donazione è stato coordinato dall’UOC di Anestesia e Rianimazione, diretta da Fabio Interlandi. Il prelievo è stato eseguito dall’équipe dell’UOC di Oculistica, diretta da Salvatore Sileci, in raccordo con la Direzione medica di presidio, guidata da Salvatore Bonfante.
«La gestione dei percorsi di donazione richiede competenze cliniche e organizzative sempre più strutturate e una forte integrazione multidisciplinare all’interno della rete aziendale – ha aggiunto il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Giovanni Francesco Di Fede -. Consolidare queste capacità significa rendere il sistema donazione–trapianti sempre più efficace, omogeneo e in grado di garantire qualità assistenziale».
Il rafforzamento della rete donazione–trapianti nel territorio calatino passa anche attraverso l’esperienza dell’Hospice di Caltagirone, guidato da Dora Mazzarino, struttura nella quale ogni anno vengono effettuati prelievi di cornee grazie a percorsi assistenziali fondati sulla presa in carico globale della persona, sull’umanizzazione delle cure e sul rispetto della volontà di donazione.
Si tratta di un’attività di grande rilievo clinico ed etico, che consente di trasformare il fine vita in un’opportunità di speranza e di cura per altri pazienti, nel pieno rispetto della dignità della persona e delle famiglie.
A supporto della rete regionale opera inoltre, presso l’Ospedale di Caltagirone, il Centro di conservazione per tessuti oculari d’urgenza, nato dalla collaborazione tra l’Asp di Catania e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS, punto di riferimento regionale per la gestione dei tessuti oculari destinati ai trapianti urgenti.

