Mar, 27 Ottobre 2026
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Tumori urologici, terapie e chirurgia: nuovi risultati per vescica e prostata

Tumori di vescica e prostata: gli studi VOLGA e PROTEUS valutano i benefici delle terapie associate alla chirurgia. Il contributo del Regina Elena.

Integrare i farmaci con la chirurgia può migliorare gli esiti delle cure in alcuni tumori urologici. È il messaggio che emerge dagli studi internazionali VOLGA e PROTEUS, ai quali ha contribuito l’Urologia dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, diretta da Giuseppe Simone, coautore di entrambi i lavori.

Al centro delle ricerche ci sono il tumore della vescica muscolo-invasivo e il carcinoma prostatico ad alto rischio. Due condizioni diverse, accomunate dalla possibilità di utilizzare il trattamento farmacologico per preparare e completare l’intervento, all’interno di un percorso condiviso tra specialisti.

Tumore della vescica, la combinazione prima dell’intervento

Lo studio VOLGA ha coinvolto quasi 700 pazienti con tumore della vescica muscolo-invasivo candidati alla chirurgia. Il trattamento ha previsto, prima dell’operazione, l’associazione tra enfortumab vedotin, un anticorpo coniugato a un farmaco, e durvalumab, un immunoterapico. Dopo l’intervento, il percorso è proseguito con il solo durvalumab.

I risultati riportati indicano benefici sia sulla sopravvivenza libera da recidiva, cioè il tempo trascorso senza ricomparsa della malattia, sia sulla sopravvivenza globale.

La ricerca offre anche un’indicazione sull’intensità delle cure: l’aggiunta di un terzo farmaco, tremelimumab, non ha mostrato un beneficio aggiuntivo. Limitare enfortumab vedotin alla fase precedente l’intervento ha inoltre consentito di contenere la tossicità del percorso terapeutico.

«VOLGA è un passo verso l’ottimizzazione del trattamento, con la massima attenzione alla riduzione del profilo di tossicità», sottolinea Simone.

Prostata ad alto rischio, i risultati dello studio PROTEUS

Lo studio PROTEUS, i cui nuovi dati sono stati presentati al congresso ESMO, ha valutato il ruolo di una terapia ormonale intensificata associata alla chirurgia nei pazienti con carcinoma prostatico ad alto rischio.

Il percorso farmacologico ha avuto una durata di sei mesi prima e sei mesi dopo l’intervento, combinando gli analoghi LHRH, utilizzati nell’ormonoterapia, con un inibitore del recettore degli androgeni.

I risultati descritti indicano una riduzione di circa la metà del rischio di evoluzione metastatica della malattia. Un dato rilevante per il controllo del tumore, da distinguere da un beneficio già dimostrato sull’aspettativa di vita.

Per questi pazienti, dunque, la ricerca rafforza il valore di una strategia che affianchi alla chirurgia un trattamento medico pianificato, valutando tempi e modalità dell’intervento nel contesto dell’intero percorso di cura.

Un percorso condiviso tra urologi e oncologi

Il punto comune dei due studi è la multidisciplinarietà: la scelta terapeutica richiede il confronto tra urologi e oncologi, tenendo conto delle caratteristiche della malattia e delle condizioni del paziente.

I risultati riguardano specifici gruppi di persone e precisi schemi di trattamento. Non significano, quindi, che ogni tumore urologico debba essere trattato con farmaci prima dell’intervento, ma mostrano quanto possa essere importante individuare la sequenza delle cure più adatta.

Per Giovanni Blandino, direttore scientifico dell’IRCCS Regina Elena, partecipare alla ricerca clinica significa offrire ai pazienti un accesso tempestivo alle terapie innovative e contribuire alla definizione dei percorsi terapeutici futuri.

Anche Livio De Angelis, direttore generale IFO, evidenzia il ruolo della sanità pubblica nella ricerca internazionale e conferma l’impegno su un modello che integra chirurgia, oncologia medica e ricerca clinica.

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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