Mar, 13 Gennaio 2026
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Coldiretti lancia l’allarme sul rischio sanitario degli alimenti d’importazione

Secondo Coldiretti, i cibi stranieri presentano un rischio sanitario otto volte superiore rispetto a quelli italiani, con maggiori residui chimici irregolari. L’associazione rilancia la raccolta firme per una legge che imponga l’origine obbligatoria in etichetta. L’obiettivo è garantire trasparenza, sicurezza alimentare e tutela del Made in Italy.

In occasione della Giornata per il vero Made in Italy, Coldiretti ha rilanciato un’allerta che riguarda direttamente la salute pubblica: secondo un’analisi su dati EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), i cibi stranieri risultano otto volte più pericolosi di quelli italiani, con un’incidenza di residui chimici irregolari pari al 5,6%, contro lo 0,7% dei prodotti nazionali.

Un dato allarmante che, da un punto di vista medico, richiama l’attenzione su potenziali fattori di rischio tossicologici e cancerogeni legati all’esposizione cumulativa a fitofarmaci, pesticidi o contaminanti industriali. Non si tratta solo di tutela del “Made in Italy” economico, ma di una vera questione di sanità pubblica e prevenzione.

Etichette chiare per una scelta consapevole
Il cuore della proposta di Coldiretti è l’obbligo di indicazione dell’origine degli ingredienti su tutte le etichette dei prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea. Attualmente, la normativa doganale permette che alimenti realizzati anche con lavorazioni minime su suolo italiano (come prosciutti da carni olandesi o conserve da semilavorati cinesi) vengano etichettati come “100% italiani”. Una prassi ingannevole che confonde i consumatori e compromette la possibilità di fare scelte alimentari informate e salutari.

Come spiegato durante le attività divulgative nei mercati contadini di Campagna Amica, la Dieta Mediterranea – modello nutrizionale riconosciuto anche dall’OMS – si basa sulla qualità e tracciabilità delle materie prime, elementi spesso sacrificati nei prodotti d’importazione.

Controlli carenti: un buco nella sicurezza europea
Sul piano dei controlli, il quadro si fa ancora più preoccupante. Meno del 10% dei prodotti agroalimentari che entrano in Europa dai Paesi extra-UE viene sottoposto a verifiche fisiche di salubrità. Il resto transita con controlli meramente documentali, lasciando aperte le porte a contaminazioni potenzialmente pericolose, come denunciato nel caso del porto di Rotterdam, considerato un “colabrodo”.

L’iniziativa popolare per la trasparenza alimentare
Per contrastare questa opacità, Coldiretti ha mobilitato oltre 10.000 agricoltori alle frontiere italiane – dal Brennero a Civitavecchia, Bari e Salerno – e ha avviato una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare. L’obiettivo: rendere l’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti alimentari.

Un’iniziativa che tocca da vicino il mondo medico e sanitario: sapere cosa si mangia, e da dove arriva, è oggi una delle armi più efficaci nella prevenzione di malattie croniche e tumori correlati all’alimentazione. Per questo la comunità medico-scientifica è chiamata non solo a osservare, ma anche a sostenere campagne che promuovano una filiera alimentare più trasparente, sicura e sostenibile.

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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