Gio, 26 Maggio 2022
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Caltanissetta, il Sant’Elia quinto in Italia per interventi al femore entro 48 ore

Il reparto di Ortopedia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta è primo in Sicilia e quinto in Italia tra le unità operative che hanno eseguito più di 150 interventi in un anno, entro 48 ore, su pazienti over 65 con frattura di femore.

A dirigere l’unità operativa è Massimo Siracusa. “Un risultato che sarebbe impossibile realizzare il lavoro di squadra e i colleghi che vogliono con me in reparto – ha commentato – i medici Giovanni Alongi, Anna Arancio, Antonio Bugea e Michele Palumbo”.

Caltanissetta e la classifica Otodi

A pubblicare la classifica è Otodi (Ortopedici Traumatologi Ospedalieri d’Italia), presieduta dal professore Vincenzo Caiaffa. Nella classificazione rientrano i soli ospedali che hanno eseguito oltre 150 interventi su fratture di femore in un anno. Tra questi sono state ulteriormente valutate le unità operative che li hanno realizzati in 48 ore. E’ questo infatti, secondo le linee guida, il lasso di tempo massimo stabilito per garantire migliori postumi in termini di funzionalità motoria e sopravvivenza. Il reparto di Ortopedia del Sant’Elia ha raggiunto il 93%.

Ottimi risultati anche nella chirurgia protesica

“Parliamo di pazienti complessi sul piano delle morbilità – spiega Siracusa -. Quindi il risultato non è encomiabile soltanto sul piano dei numeri ma anche sulla capacità di gestire il paziente dal punto di vista medico e assistenziale con risultati eccellenti. Il numero di ricoveri per questa patologia, in ragione dell’avanzare dell’età legata ai progressi della medicina, è aumentato costantemente. All’interno del reparto ci occupiamo di chirurgia traumatologica (compresi i traumi di bacino), chirurgia protesica di spalla, ginocchio e anca, chirurgia artroscopica e chirurgia mininvasiva”.

Il reparto registra anche successi in fatto di chirurgia protesica. Siracusa , infatti, spiega: “Nella chirurgia protesica otteniamo ottimi risultati in termini di recupero funzionale e di minimizzazione delle complicanze, quali ad esempio infezioni, patologie tromboemboliche e fallimenti di impianto”.

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