Sab, 3 Dicembre 2022
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Ospedale San Marco, inaugurata area interreligiosa

Un’area nella quale potersi raccogliere in preghiera e incontrare i  fedeli di altre religioni nell’ottica di una integrazione tra culture  e fedi religiose diverse che riescono a convivere nella pace e nell’armonia. Così, su iniziativa della Cooperativa Sociale “Eco – Tourist” e della  “Comunità Dialogo ETS” di Catania, all’ospedale San Marco è stata  inaugurata la prima area interreligiosa all’interno di una struttura sanitaria, ispirata all’impegno di padre Sebastiano D’Ambra,  missionario del Pontificio Istituto delle Missioni Estere (PIME).

Alla cerimonia erano presenti il direttore dell’Azienda Ospedaliero  Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, Gaetano Sirna,  l’Arcivescovo Metropolita di Catania mons. Luigi Renna, il direttore  sanitario Antonio Lazzara, il direttore amministrativo Rosario Fresta,  il direttore di presidio Annarita Mattaliano, la titolare della  cooperativa “Eco-Tourist” Lucia Di Mauro, il presidente della  “Comunità Dialogo ETS” Riccardo Rodano, e i rappresentanti della  comunità religiose etnee.

In particolare i Baha’i, i devoti di Hare  Krsna di Catania, gli Induisti (Geentanjali Circle), i seguiaci della 
comunità Islamica di Sicilia, i rappresentanti della Comunità di S.  Egidio, dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, del Movimento dei  Focolari, del Movimento Rinascita Cristiana e dell’Ordine Francescano 
Secolare.

L’area ha la forma circolare di venti metri di diametro, divisa in  dieci spicchi, ciascuno dei quali corrisponde ad una diversa comunità  religiosa ad eccezione di uno spazio lasciato appositamente libero,  aperto ai momenti di preghiera dei credenti di altre fedi.

L’intera zona è stata abbellita da panchine, fiori e verde con al  centro un alberello di ulivo simbolo della pace. “Nello scenario che è quello che vediamo in Ucraina e in tutto il  mondo –ha detto mons. Renna- quella che Papa Francesco chiama “la  guerra mondiale a pezzi”, noi oggi testimoniamo che chi crede in Dio,  chi ha un credo religioso seppur differente, può fare la stessa strada  insieme in un clima di fraternità.

Qui entriamo in quella empatia che  ci permette di proclamare la pace” “Sono estremamente felice oggi per l’inaugurazione di quest’area che  consideriamo, oltre che di preghiera, anche di dialogo tra culture  diverse. In questo momento storico soprattutto, abbiamo estremamente  bisogno di punti di incontro –ha affermato il direttore Sirna nel  saluto iniziale-.

Il fatto che questo spazio sia stato concepito e  realizzato all’interno di un ospedale, luogo in cui vengono vissute  quotidianamente sofferenza, speranza e gioia, è ancora più  significativo perché qui si avverte maggiormente la necessità di  intraprendere un percorso comune, di condivisione di esperienze.

Il  nostro ospedale San Marco nuovo e modernissimo, da simbolo della lotta  alla pandemia che ci ha rovinato l’esistenza in questi ultimi due  anni, vuole divenire simbolo di rinascita”.

Dopo i saluti, i rappresentanti delle comunità religiose hanno pregato  tutti insieme con i fedeli intervenuti all’incontro. Quindi, al termine della cerimonia, mons. Renna ha officiato la Santa  Messa per la Santa Pasqua all’interno della cappella dell’ospedale,  seguita dal personale dell’azienda.

Di seguito le dichiarazioni degli altri rappresentanti religiosi: “L’apertura dell’area interreligiosa all’interno dell’ospedale San  Marco di Catania -ha detto Kheit Abdelhafid imam moschea di Catania e 
Presidente della Comunità islamica di Sicilia- è un ulteriore passo  simbolico verso il dialogo e la convivenza tra le religioni, ogni  piccolo passo viene appoggiato pienamente dalla comunità islamica di 
Catania, direzionata sempre verso l’apertura alle diversità, al  dialogo interculturale e religioso”.

“Questo spazio -ha sottolineato Mattia Venuti Resp.Sostenitrice Donne  dell’Istituto Soka Gakkai Italia- con le panchine e gli alberi,  potrebbe rappresentare un Agorà dove le persone diverse ma unite dallo 
stesso desiderio dialoghino insieme del bene fondamentale e  stabiliscano nel cuore i principi del rispetto della dignità umana per  la vita e a fare di essi il nucleo della visione del mondo”.

” La realizzazione dell’area interreligiosa all’interno dell’Ospedale  San Marco –hanno detto Pippo e Grazia Maria Amore per la Comunità del  Movimento dei Focolari- ambiente in cui si mescolano il dolore per la  malattia e la gioia per la ritrovata salute, vuole testimoniare che  siamo tutti fratelli e sorelle legati da rapporti di reciprocità e  prossimità “.

“Un’area comune dove le fedi possono incontrarsi e glorificarlo  insieme, presso una primaria struttura sanitaria regionale, è un  segnale forte per la società: Dio unisce, mai separa – ha affermato  Anadi Krsna das (Andrea Sicali), dei devoti per la Coscienza di Krsna  a Catania-. E’ la traduzione più bella del Suo messaggio: “Dove sono  due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”.

“Ringraziamo calorosamente per l’opportunità offerta di poter mostrare  fisicamente il dialogo e l’unità delle Fedi, posso asserire che questo  è un ulteriore passo verso la costruzione della pace e l’unione dei 
popoli” ha dichiarato Francesca Di Paola a nome della Comunità Bahá’í  di Sicilia.

“Il Dialogo interreligioso costruisce “ponti” tra le diverse culture,  fedi, civiltà -ha detto MariaGrazia Vitale Scuto, Responsabile  Cittadina del Movimento Rinascita Cristiana di Catania- per prevenire 
ed arrestare i troppi conflitti che ancora insanguinano il nostro  pianeta e far nascere una fraternità universale“.

“Questa area multireligiosa è uno spazio di silenzio –ha affermato  Rajesh Ramkissoon della comunità induista, Tempio Doorga Maa Mandir  Catania- di raccoglimento e di condivisione di spiritualità, nel 
rispetto delle diverse sensibilità religiose che nasce dal sentirci  tutti parte di una sola grande famiglia, come afferma l’induismo. Un luogo dove ognuno, che sia un paziente, un familiare, personale  sanitario o visitatore, può trovare quel conforto e quella pace che  aiutano a curare lo spirito.”

La fraternità francescana ha infine “lodato il Signore per questo  spazio di preghiera interreligioso e per i fratelli con i quali ci  chiama a condividere un luogo di spiritualità spazi di lode e di  ringraziamento a Dio ove è possibile tessere legami d’amicizia e relazioni fraterne autentiche e armoniche”.

“L’apertura dell’area interreligiosa presso una struttura ospedaliera  come l’Ospedale San Marco –ha concluso Walter Cerreti – Responsabile  Catania Comunità di Sant’Egidio alla presenza del presidente Emiliano  Abramo – è un contributo sostanziale a quella società del convivere  per il quale singoli ed istituzioni territoriali possono contribuire.  La preghiera è cura della propria interiorità così come le cure 
mediche sono fondamentali per il corpo. La Comunità di Sant’Egidio è  grata per questa iniziativa e auspica che altre simili possano ripetersi perché sono un segno di Pace”.

“L’area interreligiosa incarna il principio del “Pluralismo Unitivo”  per il quale credenti di fedi diverse camminano insieme a partire  dalla loro identità, si sforzano di crescere sempre di più nel loro itinerario spirituale e di rendere migliore testimonianza della loro fede, fanno progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che trovano in tutti i percorsi religiosi (cfr Nostra Aetate 2)” ha  spiegato Riccardo Rodano, responsabile della “Comunità Dialogo ETS” di 
Catania.

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