La prevenzione vaccinale negli over 65 rappresenta una delle strategie più efficaci per migliorare la qualità della vita degli anziani e, allo stesso tempo, garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. È questo il messaggio emerso dall’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano, promossa a Roma da HappyAgeing, Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, durante la quale sono state presentate cinque proposte operative destinate a contribuire alla definizione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV).
Secondo i dati illustrati dagli esperti, ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di benefici per la collettività. Anche gli altri vaccini raccomandati nella cosiddetta “silver age” dimostrano un importante ritorno economico: fino a 30 euro per l’antipneumococcico, 19 euro per l’antinfluenzale e 14 euro per il vaccino contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS). Numeri che confermano come la prevenzione rappresenti un investimento e non un costo.
Le proposte avanzate da HappyAgeing, elaborate sulla base di un documento scientifico realizzato dalle Università di Pisa e Bari e già presentato al Ministero della Salute e al Coordinamento Interregionale Prevenzione, puntano innanzitutto a rafforzare la comunicazione verso i cittadini, con campagne informative continue e focalizzate sulle malattie prevenibili e sui rischi legati alla mancata vaccinazione.
Tra le priorità indicate figura anche l’ampliamento della rete vaccinale. L’obiettivo è consentire la somministrazione dei vaccini non solo nei centri vaccinali e negli studi dei medici di medicina generale, ma anche nelle farmacie, negli ospedali, nei poliambulatori pubblici e nelle Case di Comunità, accompagnando tutto questo con un sistema di chiamata attiva più efficace.
HappyAgeing propone inoltre di considerare la spesa per le vaccinazioni come un investimento strutturale, separandola dalla spesa sanitaria corrente e supportando le decisioni di programmazione con dati economici nazionali. Tra le richieste anche l’aggiornamento del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, con l’inserimento esplicito delle vaccinazioni contro Covid-19 e Virus Respiratorio Sinciziale, oltre a un calendario certo per la pubblicazione della circolare ministeriale dedicata all’influenza stagionale.
L’ultima proposta riguarda l’appropriatezza vaccinale: gli esperti chiedono un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale dei vaccini potenziati e adiuvati, l’abbassamento a 60 anni della soglia per l’offerta gratuita dei vaccini antinfluenzali potenziati e procedure più rapide di valutazione dell’innovazione tecnologica.
«Le evidenze scientifiche esistono già e le soluzioni sono immediatamente applicabili. Servono scelte strutturali per trasformare la prevenzione in una priorità del sistema sanitario», ha sottolineato Michele Conversano, presidente del Comitato tecnico scientifico di HappyAgeing, evidenziando come ogni stagione caratterizzata da basse coperture vaccinali comporti complicanze, ricoveri e perdita di autonomia che potrebbero essere evitate.
Secondo gli esperti, investire nella vaccinazione della popolazione anziana significa non solo ridurre il peso delle malattie infettive, ma anche favorire un invecchiamento attivo e sostenibile, diminuendo ricoveri, complicanze e costi sanitari, con benefici concreti sia per i cittadini sia per il Servizio sanitario nazionale.

