Lun, 6 Luglio 2026
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Sanità Siracusa, FIALS: tavolo tecnico permanente contro l’emergenza

La FIALS lancia l'allarme sulla sanità siracusana e chiede un tavolo tecnico permanente per affrontare l'emergenza in attesa del nuovo ospedale.

Il nuovo ospedale di Siracusa è un traguardo fondamentale il cui iter esecutivo sta finalmente procedendo, ma non sarà pronto prima di 7-8 anni. Nel frattempo, la sanità siracusana rischia il collasso strutturale ed economico, stretto tra l’ospedale Umberto I saturo e privo di spazi e un’emorragia finanziaria legata alla mobilità passiva che ha raggiunto la cifra record di 102 milioni di euro all’anno (pari al 13-14% dell’intero budget provinciale).

È l’allarme lanciato sabato 4 luglio dalla FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità) nel corso del convegno-dibattito svoltosi presso il Centro Congressi del Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa. L’incontro ha raccolto la partecipazione trasversale di molti gli Ordini professionali sanitari, dell’Osservatorio Civico e dei rappresentanti dei Comuni della provincia. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Santina Giannone.

L’allarme sull’Umberto I e il paradosso delle grandi tecnologie

L’introduzione del Segretario Regionale FIALS, Alessandro Idonea, ha tracciato un quadro impietoso dello stato di fatto:

«L’Umberto I è una struttura del secolo scorso che non ha più centimetri disponibili. Ad oggi risultano ufficialmente non attivi 33 posti letto deliberati dalla Regione, mentre i servizi essenziali vengono ridotti, come la Chirurgia Vascolare scesa da 12 a soli 4 posti letto. Non possiamo dire a un cittadino di aspettare anni per curarsi. Dobbiamo agire nell’immediato spostando fuori dal presidio ospedaliero la logistica, i depositi, la farmacia e l’anatomia patologica per liberare spazi assistenziali vitali e bloccare i ‘viaggi della speranza’».

A gravare sulla situazione è anche il paradosso sollevato dagli specialisti: l’ASP ha beneficiato di importanti investimenti in macchinari diagnostici d’avanguardia (TAC, risonanze, mammografi), che tuttavia rischiano di rimanere parzialmente inutilizzati o sotto-valorizzati a causa delle piante organiche obsolete e della mancanza di percorsi di formazione e valorizzazione del personale. Una criticità che spinge i migliori talenti medici e infermieristici del territorio a fuggire verso gli hub di Catania o verso le regioni del Nord.

Salvatore Italia (Direttore del Dipartimento Area Medica e dell’UOC Medicina Interna di Avola-Noto) ha analizzato la complessa situazione della struttura alla luce dei requisiti normativi del Decreto Balduzzi (D.M. 70/2015), spiegando che quello che la cittadinanza e la politica continuano a chiamare “Pronto Soccorso” di Noto, in realtà non esiste sulla carta della rete ospedaliera ufficiale. Sulla base dei decreti assessoriali del 2019, la struttura è formalmente classificata solo come un “presidio operativo” temporaneo con funzioni attive H12. Italia ha evidenziato come il Presidio netino sia privo dei requisiti minimi di legge per garantire la totale sicurezza del paziente e degli stessi operatori. Nonostante questa grave carenza strutturale,assistenziale ed organizzativa, la struttura rimane aperta grazie esclusivamente grazie allo sforzo immane del personale medico e infermieristico dei reparti di medicina e chirurgia, costretto da tre anni a fare i doppi turni.

Le eccellenze dell’ASP: il modello digitale e la rete di telemedicina

Nonostante le pesanti carenze strutturali, il convegno ha evidenziato come l’ASP di Siracusa esprima professionalità e aree di eccellenza di livello nazionale e internazionale, in particolare sul fronte dell’innovazione tecnologica. L’intervento di Santo Pettignano (Direttore UOC Servizi Informativi e Controllo di Gestione) ha mostrato il valore del modello di digitalizzazione aziendale, che ha fatto vincere all’ASP di Siracusa numerosi premi scientifici e di categoria: “Siamo all’avanguardia in Sicilia per i processi informatici grazie a un grande lavoro di squadra tra tecnici e Personale sanitario. Tuttavia, avvertiamo l’amarezza di una cittadinanza che vede l’eccellenza digitale scontrarsi con la carenza delle strutture fisiche.” Da parte di Pettignano c’è la massima disponibilità a supportare la direzione in un tavolo permanente che analizzi i dati di mobilità attiva e passiva per capire dove investire e recuperare le prestazioni sul territorio.

Un esempio concreto di questa eccellenza applicata è la rete di Telemedicina descritta dal Dott. Bucello- Responsabile della Neurologia di Siracusa, attiva tra i presidi di Avola e Siracusa: grazie al collegamento remoto, un paziente colpito da ictus a Portopalo può ricevere il trattamento salvavita di trombolisi direttamente ad Avola in soli 20-30 minuti, sotto la guida del neurologo di Siracusa, migliorando l’aspettativa di vita in una provincia storicamente penalizzata dalle distanze e dalle patologie tempo-dipendenti.

La voce del territorio: ordini professionali, associazioni e farmacie

Accorato e corale è stato l’appello lanciato dalle professioni sanitarie e dal terzo settore. 

Salvo Latina (Presidente dell’Ordine degli Infermieri – OPI) ha rivendicato il ruolo degli Ordini come enti sussidiari dello Stato a tutela del cittadino, proponendo un’infermieristica moderna inserita stabilmente nei tavoli decisionali e denunciando la fuga dei giovani professionisti verso il Nord Italia per mancanza di riconoscimento locale. Vincenzo Arrabito (Presidente dell’Ordine TSRM PS-TRP)  ha rimarcato l’esigenza di aggiornare urgentemente i modelli organizzativi aziendali e le dotazioni organiche, mentre Salvo Sorbello (Presidente dell’Osservatorio Civico) ha evidenziato le storture assistenziali, come la nascita di due Case della Comunità a soli 50 metri di distanza alla Pizzuta, nate senza un reale coinvolgimento dei medici e del terzo settore e attualmente non funzionanti.

Al centro del dibattito sul rilancio della medicina territoriale (legata ai dettami del DM 77) è emerso anche il ruolo strategico dell’Ordine dei Farmacisti e delle farmacie sul territorio (Federfarma) come primo presidio di prossimità: una rete indispensabile per ricostruire quel patto di fiducia e valore con il paziente cronico, evitando l’intasamento improprio dei Pronto Soccorso.

L’appello alla politica

Il convegno ha registrato una riflessione matura sulla scarsa partecipazione politica. Un dato colto dal Sindaco di Canicattini Bagni e Presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta, che ha parlato a nome dei primi cittadini della provincia: «La sanità non ha e non deve avere tessere di partito o appartenenze politiche di destra o di sinistra: deve dare risposte ai bisogni reali delle persone. I Sindaci, in quanto autorità sanitarie locali, sono pronti a fare la propria parte. Non vogliamo passerelle elettorali, ma chiediamo formalmente alla politica regionale e nazionale di firmare un patto concreto con i cittadini di questa provincia. Le norme per l’innovazione e l’integrazione socio-sanitaria ci sono ; serve la volontà di sedersi allo stesso tavolo, manager, sindacati, medici e sindaci – per pianificare i prossimi 8 anni e non restare indietro di un decennio»

Al termine della mattinata, FIALS ha ufficializzato la richiesta di attivazione immediata di un Comitato Tecnico Permanente che unisca la direzione strategica dell’ASP, i professionisti sanitari e i rappresentanti istituzionali del territorio per monitorare i requisiti minimi di legge, ottimizzare l’uso delle grandi tecnologie e traghettare la sanità siracusana fuori dall’emergenza, in attesa del nuovo ospedale.

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