Dom, 29 Maggio 2022
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Unict, ricerca per la fertilità maschile

Le prospettive diagnostiche e terapeutiche nel campo dell’infertilità maschile. È il tema che è stato oggetto di un seminario internazionale dal titolo “Male Factor And Genaration Z: An Andrological Renaissance” che si è svolto nei giorni scorsi nell’aula A della Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università di Catania.
Ospite d’eccezione il prof. Ashok Agarwal, direttore dell’American Center for Reproductive Medicine alla Cleveland Clinic degli Stati Uniti, considerato l’autore più citato al mondo nel campo dell’andrologia medica in tema di infertilità maschile (oltre 840 articoli di ricerca e recensioni su riviste scientifiche indicizzate PubMed). Ashok Agarwal è anche direttore del corso di tirocinio di grande successo in medicina della riproduzione che negli ultimi 13 anni, ha visto oltre 320 studenti di medicina e medicina provenienti da tutti gli Stati Uniti e dall’estero laurearsi in questo programma annuale di grande successo.
Nel corso del seminario ha approfondito due aspetti molti rilevanti sul piano clinico: quello di disporre di marcatori in grado di valutare le reali concentrazioni di testosterone presenti all’interno del testicolo (testosterone intratesticolare) che spesso non riflettono quelle presenti nella circolazione e quello di definire al meglio le conseguenze che sulla funzione testicolare vengono ad avere le ormai dilaganti patologie ad impatto metabolico (come ad esempio l’obesità).

Un evento – organizzato dai docenti dell’ateneo catanese Aldo E. Calogero, Sandro La Vignera, Rosita A. Condorelli, Giorgio I. Russo – che ha registrato una larga partecipazione di allievi in aula e anche in via telematica da tutto il mondo.

«È stata una occasione unica per fare il punto della situazione riguardo le prospettive diagnostiche e terapeutiche che questo ambito clinico riserva – spiega il docente Sandro La Vignera, associato di Endocrinologia all’Università di Catania -. Torniamo a lavorare, dopo esserci confrontati con il più grande ricercatore del mondo, consapevoli di tanta strada da percorrere ancora, ma allo stesso tempo, certi del fatto che il termine “maschio infertile” non sia più da considerare come sinonimo di “fattore irreversibile”. E, inoltre, che le metodiche diagnostiche che andiamo migliorando consentono una personalizzazione dei percorsi e che i farmaci che fino ad oggi (come ad esempio il trattamento ormonale) hanno trovato impiego per lo più in modo empirico risultano molto efficaci, in funzione di precisi criteri di selezione dei pazienti».
«Emerge sempre più l’importanza di considerare irrinunciabile il ruolo dell’endocrinologo nel percorso clinico degli uomini infertili – aggiunge il docente -. Preservare la funzione endocrina testicolare rappresenta un requisito essenziale per il mantenimento della corretta spermatogenesi».

«Sarebbe opportuno che nel percorso di formazione medica specialistica, gli endocrinologi avessero maggiore possibilità di confronto con i centri di fecondazione assistita – conclude il prof. La Vignera – se desideriamo realmente che il principio di gradualità di accesso alle tecniche, sia realizzato nel rispetto, oltre che del fattore femminile, anche di quello maschile studiato e trattato per tempo. Altrettanto fondamentale l’opzione di recupero di spermatozoi dal testicolo nei casi di azoospermia non medicalmente reversibile, nelle mani dell’urologo, risorsa imprescindibile nel contesto dei centri della riproduzione assistita».

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