Ven, 19 Giugno 2026
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Rucola, uno studio italiano: benefici contro obesità e glicemia alta

Una ricerca coordinata dall’Università di Pisa evidenzia il potenziale della glucoerucina della rucola nel contrastare obesità, glicemia elevata e accumulo di grasso.

Una sostanza naturale contenuta nella rucola potrebbe rivelarsi un prezioso alleato nella prevenzione dell’obesità e delle alterazioni metaboliche legate a un’alimentazione ricca di grassi. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Phytotherapy Research e coordinata dall’Università di Pisa, in collaborazione con il CREA, l’Università di Firenze e l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Al centro dello studio c’è la glucoerucina, una molecola appartenente alla famiglia dei glucosinolati, naturalmente presente nelle Brassicaceae, tra cui rucola, broccoli e cavoli. I ricercatori hanno analizzato gli effetti della sostanza in un modello sperimentale di obesità indotta da una dieta ad alto contenuto di grassi.

Dopo dieci settimane di osservazione, gli animali che avevano assunto glucoerucina hanno mostrato un incremento di peso inferiore rispetto al gruppo di controllo. Sono stati inoltre registrati valori più bassi di glicemia e trigliceridi, insieme a una riduzione dell’accumulo di grasso addominale.

Particolarmente interessante è il comportamento del tessuto adiposo. Le analisi hanno evidenziato cellule adipose più piccole, meno infiammate e metabolicamente più attive. La glucoerucina sembra infatti favorire il cosiddetto processo di “browning” del grasso bianco, una trasformazione che lo rende più simile al grasso bruno, noto per la sua capacità di consumare energia e aumentare il dispendio calorico dell’organismo.

«Abbiamo visto che la glucoerucina non si limita a ridurre l’accumulo di grasso, ma sembra rendere il tessuto adiposo più attivo dal punto di vista energetico», spiega la professoressa Laura Testai.

«Questo significa che l’organismo diventa più efficiente nel consumare calorie invece di accumularle».

Lo studio ha inoltre rilevato un aumento dei livelli di irisina, un ormone prodotto dai muscoli che favorisce il consumo energetico e contribuisce a incrementare il dispendio calorico.

«La rucola è un alimento molto comune della dieta mediterranea, ma contiene molecole ancora poco conosciute», sottolinea il ricercatore Mirko Miragliotta. Sulla stessa linea il professor Vincenzo Calderone: «I nostri risultati mostrano che alcune sostanze naturali presenti negli alimenti, e in particolare diversi composti solforati come la glucoerucina, possono influenzare positivamente il metabolismo».

La ricerca ha coinvolto i Dipartimenti di Farmacia e di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa. Il primo ha curato gli aspetti metabolici e molecolari dello studio, mentre il secondo ha effettuato le analisi istologiche sul tessuto adiposo. Il CREA di Bologna si è occupato dell’estrazione della glucoerucina.

Sebbene i risultati siano ancora limitati a un modello sperimentale animale e richiedano ulteriori conferme nell’uomo, lo studio aggiunge un nuovo tassello alla crescente evidenza scientifica sul ruolo dei composti naturali presenti negli alimenti della dieta mediterranea nella prevenzione delle malattie metaboliche. Una prospettiva che potrebbe aprire la strada a nuove strategie nutrizionali per contrastare obesità, diabete e sindrome metabolica.

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