Mar, 13 Gennaio 2026
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Celiachia, passo avanti in Sicilia per Gdo e negozi specializzati

Con l’adozione della piattaforma Celiachia@RL e dei buoni spesa digitali da parte della Regione Sicilia, si segna un’importante evoluzione nella gestione dell’alimentazione per celiaci. Ma i dubbi non mancano. A esprimere perplessità è Michele Mendola, referente regionale dell’Associazione Italiana Negozi Celiachia (AINC ETS) e fondatore della community CeliachiaFacile, che lancia un allarme sull’effettiva convenienza dell’acquisto di prodotti senza glutine nella grande distribuzione organizzata (GDO).

«In molti – spiega Mendola – hanno accolto con entusiasmo il nuovo sistema digitale, sostenendo che fare la spesa nei supermercati diventerà più conveniente per i celiaci. Ma la realtà è ben diversa: nei supermercati l’offerta è limitata e la vera convenienza è tutta da verificare».

Il problema, evidenzia l’esperto, è strutturale. I vecchi buoni cartacei erano difficili da gestire amministrativamente, scoraggiando la GDO dall’investire seriamente nel settore. Con i buoni digitali qualcosa potrebbe cambiare, ma non necessariamente in meglio. «I supermercati – chiarisce – tendono a proporre pochi prodotti, spesso in offerta, per attirare clienti: il senza glutine diventa così un prodotto-civetta, venduto sottocosto per spingere gli acquisti sul resto del carrello».

La questione è anche demografica. In Sicilia i celiaci sono circa 20mila, appena lo 0,44% della popolazione. Una nicchia troppo piccola per garantire assortimento e varietà in ogni punto vendita della GDO. «Chi cerca pane, pasta, dolci, surgelati e prodotti tipici in versione gluten-free – afferma Mendola – finisce per trovare solo prodotti standardizzati».

È qui che i negozi specializzati continuano a rappresentare un presidio fondamentale. «La varietà della scelta, la qualità dei prodotti e la competenza di chi vende sono i veri punti di forza – sottolinea Mendola –. Molti titolari di negozi specializzati sono celiaci o hanno familiari celiaci: conoscono bene i bisogni dei clienti, chiamano ognuno per nome, sanno consigliare il prodotto giusto e offrono un servizio personalizzato, anche preparando anticipatamente la spesa».

Questi esercizi, aggiunge, sono anche luoghi di aggregazione. Non solo negozi, ma spazi di confronto, informazione e crescita della consapevolezza: «Organizzano eventi, incontri con specialisti, degustazioni. Sono il cuore di una vera e propria comunità senza glutine».

Insomma, se da un lato l’innovazione digitale può semplificare l’accesso ai prodotti per celiaci, dall’altro rischia di far passare in secondo piano l’importanza della qualità, della consulenza e della relazione personale, elementi che solo i piccoli negozi riescono ancora a garantire.

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