La morte di James Van Der Beek, volto simbolo della serie Dawson’s Creek, ha riportato l’attenzione su una patologia tra le più diffuse: il tumore del colon-retto.
Una notizia che ha colpito intere generazioni e che impone una riflessione concreta sulla prevenzione.
A intervenire è il dottor Gabriele Giorgianni, vice presidente regionale della Società Italiana di Igiene e Responsabile Uos Coordinamento Operativo Attivita’ Vaccinali Metropolitane e Provinciali dell’Asp di Catania, che invita a trasformare l’emotività del momento in consapevolezza concreta.
“Il tumore del colon-retto è tra i più frequenti e purtroppo è in aumento anche tra i giovani. La diagnosi precoce cambia davvero la prognosi. Individuare una lesione in fase iniziale significa intervenire con cure meno invasive e con probabilità di guarigione molto più alte”.
Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci consente di intercettare lesioni precancerose o tumori in stadio iniziale, spesso prima della comparsa dei sintomi.
“In Italia lo screening è gratuito e organizzato dal Servizio Sanitario Nazionale. Va eseguito ogni due anni. È semplice. Può fare la differenza”.
ASP Catania, screening attivo e gratuito
Sul tema abbiamo sentito anche la dott.ssa Cristina Mauceri, Responsabile U.O.S. Centro Gestionale Screening dell’ASP di Catania.
“Lo screening per il tumore del colon-retto viene offerto gratuitamente a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni residenti o domiciliati nella provincia di Catania. Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è semplicissimo da eseguire”.
Il kit può essere ritirato direttamente in farmacia.
“Per informazioni e approfondimenti – ci spiega la dott.ssa Mauceri – è possibile consultare il sito istituzionale dell’ASP di Catania, www.aspct.it, nella sezione dedicata agli screening, oppure contattare il numero verde 800 894 007, dedicato esclusivamente alle attività di screening”.
“Aderire è semplice e può salvare la vita”, ribadisce Mauceri.
Prevenzione e tutela del Servizio Sanitario
Giorgianni richiama anche un secondo aspetto, spesso trascurato: il peso economico delle cure oncologiche.
“Il tema non è solo il costo della prevenzione, ma quello delle cure nel loro complesso. Chirurgia, chemioterapia, follow up sono percorsi lunghi e impegnativi. In sistemi sanitari prevalentemente privati l’accesso alle cure può diventare un ulteriore peso per le famiglie”.
Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere un principio essenziale: la malattia non deve trasformarsi anche in un problema finanziario.
Parlare con il medico di famiglia
Il messaggio finale, condiviso da entrambi i medici, è chiaro: lo screening salva vite.
“È importante parlarne con il proprio Medico di Medicina Generale. La prevenzione non è un dettaglio, è uno strumento concreto di salute pubblica”.

