Gio, 16 Aprile 2026
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Proteine del sangue come sentinelle: nuovi profili predittivi per il rischio di mortalità

Uno studio su 38mila adulti identifica proteine del sangue capaci di prevedere il rischio di mortalità a 5 e 10 anni. Nuovi scenari per la prevenzione.

Un’analisi estesa su oltre 38mila adulti della UK Biobank offre una prospettiva innovativa sulla prevenzione. Lo studio, condotto dall’Università di Surrey e pubblicato su Plos One, mostra che specifiche proteine circolanti possono anticipare il rischio di mortalità entro cinque o dieci anni.

Gli studiosi hanno osservato una vasta gamma di segnali biologici. Hanno rilevato 392 proteine associate a un aumento del rischio di morte nel quinquennio. Ne hanno individuate 377 legate a un rischio a dieci anni, anche dopo aver considerato fattori come fumo, diagnosi pregresse e condizioni generali di salute. Quadro ampio. Impatto potenzialmente significativo sulla medicina preventiva.

Tra tutte le molecole analizzate, cinque proteine emergono come indicatori chiave. PLAUR, SERPINA3, CRIM1, DDR1 e LTBP2 risultano predittive in modo costante. Mostrano infatti un’associazione indipendente dal periodo osservato. Suggeriscono l’esistenza di processi biologici profondi che contribuiscono allo sviluppo di condizioni severe.

Lo studio evidenzia poi il ruolo di biomarcatori già noti. Tra questi la proteina SERPINA1, essenziale nella protezione del tessuto polmonare dagli enzimi infiammatori. Un altro segnale rilevante è SERPINA3, già collegata a minore sopravvivenza in vari tumori cutanei e in alcuni carcinomi. Analisi dettagliata. Possibili applicazioni di grande interesse clinico.

Secondo gli autori, alterazioni nei profili proteici rivelano stati fisiologici compromessi. Possono anticipare l’insorgenza di condizioni gravi prima dei sintomi. Implicazioni immediate. Opportunità per identificare precocemente i soggetti più fragili.

La ricerca sottolinea il valore pratico di questi risultati. In futuro potrebbero essere sviluppati score proteici basati su pannelli mirati, capaci di guidare controlli e strategie personalizzate. Un approccio simile potrebbe diventare uno strumento stabile per migliorare la sostenibilità del sistema sanitario.

I ricercatori insistono sulla necessità di distinguere tra proteine che riflettono processi lenti e progressivi e proteine che segnalano rischi acuti. Come accade già per biomarcatori consolidati quali la troponina. Comprendere la dinamica temporale dei profili proteici, spiegano, consentirà di costruire modelli più precisi di stratificazione del rischio. Nuove possibilità di prevenzione. Impatto diretto sugli esiti clinici.

Alessandro Fragala'
Alessandro Fragala'
Laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Culture e Linguaggi per la comunicazione all'Università di Catania, diventa giornalista nel 2010 collaborando con l'emittente Antenna Sicilia. Si occupa di sport e in particolare delle vicende del Calcio Catania. Nel 2015 fonda insieme ad altri colleghi l'agenzia Sicra e diventa direttore di Sotto il cielo Rossazzurro, portale web e programma radiofonico in onda su Radio Antenna Uno e Radio Catania. Nel 2016 diventa capo redattore dell'emittente Medical Excellence e redattore di BlogSicilia. Nel 2018 diventa direttore di Futura Production e successivamente del telegiornale di TeleJonica. Conduce su VideoRegione e TeleJonica programmi di successo come Incontri, Teste di calcio, Solo Chiacchiere, Tazebao, Aperinews e le dirette della Festa di Sant'Agata 2020 e 2021. Attualmente Direttore responsabile di SudSport, inserto sportivo di SudPress e capo ufficio stampa del Mpa.

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