La stitichezza riguarda la grande maggioranza degli italiani e non è solo un fastidio occasionale.
Secondo un recente report realizzato da Focaldata e commissionato da Norgine, l’86% degli italiani ha sofferto di stitichezza almeno una volta nell’ultimo anno. Un dato che restituisce la fotografia di un problema estremamente diffuso, ma ancora poco riconosciuto e spesso gestito in ritardo.
A colpire è soprattutto la difficoltà nel riconoscere i segnali iniziali. Oltre il 70% delle persone fatica a identificare correttamente i principali sintomi, mentre più del 42% non è consapevole del fatto che l’assenza di un trattamento può rendere l’evacuazione sempre più difficile nel tempo.
Un tema che continua a generare imbarazzo e proprio questo silenzio pesa.
L’indagine internazionale “Constipation State of the Nation”, che ha coinvolto oltre 16 mila persone in nove Paesi, mostra come quasi tre italiani su dieci si sentano a disagio nel parlare dei propri problemi intestinali con familiari o amici. Una difficoltà che non riguarda solo l’Italia, ma che emerge in tutti i mercati analizzati. Paradossalmente, per molti è più facile discutere di politica, denaro o religione che delle proprie abitudini intestinali.
Secondo Danilo Lembo, direttore medico di Norgine Italia, lo stigma che circonda la stitichezza rappresenta uno dei principali ostacoli alla cura. La mancanza di un dialogo aperto porta spesso a ignorare i primi segnali, con il rischio di complicare una condizione che, se affrontata per tempo, è invece gestibile e curabile.
Il report evidenzia anche marcate differenze territoriali: il Sud Italia registra i livelli più alti di stitichezza.
Nel Mezzogiorno, il 26% delle persone dichiara di averne sofferto “sempre” o “frequentemente” nell’ultimo anno, contro il 19% del Nord-Est, che presenta i valori più bassi. Un divario che richiama l’attenzione sulla necessità di interventi di informazione e prevenzione mirati.
Le conseguenze non si fermano alla sfera fisica, ma incidono anche su lavoro e benessere mentale.
Circa il 31% degli italiani ha perso giorni di lavoro a causa della stitichezza. Durante l’orario lavorativo, il 62% riferisce un impatto negativo sulla propria attività, mentre quasi un terzo segnala un aumento significativo dello stress. Numeri che raccontano un costo spesso invisibile, ma concreto, in termini di qualità della vita e produttività.
Il messaggio che emerge dal report è chiaro: la stitichezza non va normalizzata né ignorata.
Affrontarla precocemente significa ridurre disagi, stress e complicazioni. Significa anche superare l’imbarazzo e riconoscere che la salute intestinale è parte integrante della salute generale. Parlare, informarsi e chiedere supporto è il primo passo per rimettere in equilibrio un problema che riguarda molti, ma di cui ancora si parla troppo poco.

