Limitare l’uso quotidiano dello smartphone a un massimo di due ore: è la proposta avanzata dalla cittadina giapponese di Toyoake, nella prefettura di Aichi, per contrastare i crescenti problemi legati alla dipendenza digitale e alla privazione del sonno.
La misura, che riguarda non solo i bambini ma anche gli adulti, nasce dalla crescente preoccupazione per gli effetti fisici e psicologici legati all’utilizzo eccessivo dei dispositivi mobili.
«L’obiettivo – ha spiegato il sindaco Masafumi Koki – è prevenire i problemi di salute fisica e mentale causati dall’uso eccessivo degli smartphone».
Con circa 70mila abitanti, Toyoake si appresta dunque a diventare un laboratorio sociale unico in Giappone. L’assemblea municipale ha iniziato in questi giorni la discussione sull’ordinanza, che non avrà carattere vincolante e non prevede sanzioni per chi supererà il limite stabilito. Il voto è previsto per la fine di settembre e, in caso di approvazione, le nuove linee guida entreranno in vigore già da ottobre.
L’iniziativa, riportata dal Guardian, ha acceso un dibattito nazionale: da un lato c’è chi apprezza il tentativo di proteggere soprattutto i più giovani, dall’altro chi la considera una misura simbolica e difficilmente applicabile nella vita quotidiana di adulti e famiglie costantemente connessi.
Se approvata, quella di Toyoake sarà una delle prime ordinanze di questo tipo in Giappone, un Paese che, pur essendo all’avanguardia tecnologica, si trova sempre più a fare i conti con i rischi della “smartphone addiction”.

