Mer, 21 Febbraio 2024
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Safemed+, un successo per l’educazione medica internazionale

A Catania il “vertice” del programma Erasmus che ha coinvolto numerosi atenei di diversi paesi europei

Migliorare la qualità dell’educazione medica applicata da istituzioni, organizzazioni e autorità nazionali secondo la World Federation for Medical Education e gli standard globali per il miglioramento della sicurezza dei pazienti.

Ma anche consolidare la cooperazione tra i paesi partner per garantire che le competenze dei medici siano applicabili, trasferibili e riconosciute a livello internazionale. Sono solo alcuni degli obiettivi del programma europeo Erasmus + SAFEMED – Simulation in Undergraduate MEDical Education for Improvement of SAFEty and Quality of Patient Care – che si avvicina alla sua conclusione nel prossimo mese di ottobre, dopo tre anni di impegno nell’ambito dell’educazione medica.

Un progetto che ha permesso di fornire gli strumenti per il miglioramento della qualità dell’educazione medica, con un focus particolare sull’arricchimento del curriculum delle abilità cliniche, seguendo gli standard globali della World Federation for Medical Education.

Nato dalla proposta di tre sedi universitarie europee – Santiago de Compostela in Spagna, Vilnius State University in Lithuania e Università di Catania – ha visto la partecipazione delle Università di Georgia (Tbilisi Medical Academy – Applicant University e Tbilisi State Medical University), Armenia (Yerevan State Medical University e Haybusak Medical University) e Ucraina (Ternopil State Medical University e Bukovinian State Medical University) che hanno ricevuto finanziamenti per l’implementazione e la creazione di centri di simulazione per il tirocinio degli studenti di medicina. Al tempo stesso sono stati destinatari di finanziamenti per la mobilità dei docenti per partecipare a sessioni di formazione presso le università partner.

Per l’Università di Catania, unico ateneo italiano coinvolto in questa iniziativa, il progetto è stato coordinato dal prof. Ferdinando Nicoletti e dalla prof.ssa Katia Mangano, con il proficuo contributo della prof.ssa Daniela Puzzo, presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Dopo un incontro dedicato alla formazione OSCE nell’aprile 2022, i delegati delle università partner si sono riuniti nuovamente dal 12 al 14 settembre nell’ateneo catanese in un evento dedicato all’acquisizione delle conoscenze relative all’organizzazione e alla valutazione del tirocinio medico. Nel corso della tre giorni i partecipanti all’iniziativa avranno l’opportunità di visitare alcuni dei reparti dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico “Rodolico – San Marco”, struttura in cui gli studenti dell’ateneo catanese svolgono il tirocinio sotto la guida di tutor esperti.

Ad accogliere le delegazioni degli atenei stranieri sono stati il rettore Francesco Priolo, il presidente della Scuola di Medicina, Pietro Castellino, e i direttori dei dipartimenti di Scienze biomediche e biotecnologiche e Chirurgia generale e specialità medico-chirurgiche, rispettivamente Maria Angela Sortino e Alessandro Cappellani. Presenti anche i direttori generale, sanitario e di presidio del Policlinico, Gaetano Sirna, Antonio Lazzara e Paolo Adorno.

«Il progetto Safemed, in particolar modo nella fase post pandemia, si è rivelato di fondamentale importanza per la diffusione di best practice nel campo della formazione medica anche della futura generazione in tutta Europa – ha detto il rettore Francesco Priolo in occasione dell’apertura dei lavori alla Torre Biologica – Azioni che stanno alla base della missione dell’Università di Catania e degli atenei insieme con quelle relative all’integrazione delle diversità culturali, politiche e sociali. Adesso, ovviamente, non possiamo fermarci, ma dobbiamo continuare su questa strada con nuovi progetti e nuove collaborazioni favorendo anche l’individuazione e la diffusione di linee di erogazione del servizio assistenziale tra le università coinvolte e gli stakeholders del sistema sanitario».

La prof.ssa Katia Mangano, nel suo intervento, ha sottolineato «la presenza di colleghi delle università partner, tra cui il prof. Igor Gerush, rettore della Bukovinian State Medical University in Ucraina che parteciperà a questo evento in rappresentanza di una comunità universitaria che, nonostante le enormi difficoltà e sofferenze, ha contribuito con grande entusiasmo e determinazione a questo progetto»

Secondo la prof.ssa Daniela Puzzo «il progetto ha permesso di condividere le nostre esperienze e di imparare moltissimo in questo campo». «La collaborazione tra diverse culture è stata fondamentale per migliorare la formazione dei futuri medici, preparandoli ad essere altamente qualificati e consapevoli», ha aggiunto.

Tutti i progressi e le esperienze acquisite durante questi tre anni sono stati documentati nel libro intitolato “The Role of OSCE and Clinical Line for Mastering Clinical Competencies of Medical Students”, importante risorsa per l’educazione medica internazionale, cui i docenti dell’ateneo hanno contribuito con un capitolo dedicato alla valutazione delle competenze cliniche degli studenti di medicina.

Tra i relatori, oltre al prof. Igor Gerush, rettore della Bukovinian State Medical University in Ucraina, presente con la prof. Mariana Hrytsiuk, vice-rettore della stessa Università, la prof. Khatuna Todadze, vice-rettore della Tbilisi State Medical University in Georgia e la prof. Ia Avaliani, coordinatrice del progetto e vice-rettore della Tiblisi Medical Academy in Georgia.

Presenti al meeting 18 delegati delle università partner con sede in Ucraina, Georgia e Armenia, tra cui Nataliya Lisnychuk, delegata del Rettore della Ternopil National Medical University ucraina e Tinatin Chikovani, Direttore del Dipartimento di Immunologia della Tbilisi State Medical University georgiana.

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