Gio, 29 Ottobre 2026
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DARE a ExpoMedicina 2026: IA e prevenzione digitale

A ExpoMedicina 2026, il progetto DARE presenta a Catania soluzioni di intelligenza artificiale e dati integrati per una prevenzione più personalizzata.

Si è concluso con un’ampia partecipazione il convegno dedicato al progetto DARE, tenutosi domenica 25 ottobre al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania, nell’ambito della sesta edizione di ExpoMedicina. Un pomeriggio di confronto nazionale sulla trasformazione digitale della prevenzione, che ha posto al centro il valore della collaborazione tra istituzioni, ricerca e sanità territoriale.

Il progetto DARE rappresenta una delle principali iniziative italiane dedicate all’innovazione digitale nella sanità pubblica. La rete coinvolge 27 istituzioni a livello nazionale, impegnate a trasformare le potenzialità delle nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale all’analisi dei dati, in strumenti e servizi concreti per la prevenzione e la tutela della salute.

Il progetto si basa su un modello organizzativo hub-spoke, articolato attorno a un hub centrale e a tre Spoke interconnessi, ciascuno con specifiche competenze e obiettivi, ma uniti da una strategia comune.

Lo Spoke 1 è dedicato ai fattori abilitanti e allo sviluppo delle tecnologie e delle infrastrutture digitali necessarie a sostenere le attività di prevenzione, fornendo supporto tecnologico agli altri Spoke. Lo Spoke 2 si concentra sulla prevenzione primaria, rivolta alla popolazione sana, attraverso lo sviluppo di sistemi di sorveglianza e soluzioni digitali capaci di individuare i bisogni di salute delle comunità. Lo Spoke 3, invece, lavora sulla prevenzione secondaria e terziaria, sviluppando strumenti digitali destinati alle persone a rischio di sviluppare una malattia o a chi ne è già affetto, anche attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale e dei biomarcatori digitali per monitorare e gestire la salute.

Un approccio integrato che punta a rendere la prevenzione sempre più accessibile, personalizzata e predittiva, favorendo l’utilizzo dei dati e la collaborazione tra i diversi attori del sistema sanitario.

A sottolineare la visione strategica dell’iniziativa è stato il dottor Davide Fava, direttore generale di DARE: «L’iniziativa DARE mette assieme 27 istituzioni a livello nazionale che lavorano per applicare tutto ciò che c’è di innovativo e tecnologico, dall’intelligenza artificiale a ciò che ne deriva, per erogare dei servizi in prevenzione. Quello che abbiamo sperimentato è che assieme si produce di più e meglio e poter avere luoghi di confronto come l’evento odierno è una cosa fondamentale per riuscire a tenere tutti orientati sullo stesso obiettivo e scambiandosi informazioni, competenze ed esperienze».

Al centro dei lavori del convegno è stato posto lo Spoke 2, focalizzato sullo sviluppo di soluzioni digitali per rafforzare la prevenzione primaria e favorire un accesso più efficace dei cittadini ai percorsi di tutela della salute.

A illustrarne gli obiettivi è stato il professore Walter Mazzucco, dell’Università degli Studi di Palermo e responsabile scientifico del progetto DARE Spoke 2: «Stiamo lavorando in attività di ricerca finalizzata a implementare soluzioni tecnologiche digitali per favorire l’accesso degli utenti e cittadini ai percorsi di prevenzione. Lo stiamo facendo in ottica di interoperabilità, in ottica di poter seguire nel tempo le persone per ridurre il carico delle malattie complesse ma anche infettive. Lo stiamo facendo per utilizzare i dati, per utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale per poter predire il rischio e per poter profilare gli interventi di prevenzione sia a livello di comunità sia a livello individuale attraverso approcci personalizzati».

L’obiettivo è costruire strumenti in grado di mettere in relazione informazioni provenienti da fonti diverse, seguire nel tempo l’evoluzione dei bisogni di salute e individuare strategie preventive sempre più mirate, sia per le comunità sia per i singoli cittadini.

Particolare attenzione è stata dedicata al territorio siciliano e all’integrazione tra dati sanitari e ambientali, attraverso un progetto pilota sviluppato nella Sicilia orientale. L’iniziativa punta a mettere in relazione le informazioni epidemiologiche sui tumori con i dati ambientali, per contribuire a una lettura più approfondita dei fenomeni di salute pubblica e orientare gli interventi sulla base dei bisogni reali della popolazione.

A presentare il lavoro è stata la professoressa Margherita Ferrante, direttore del DAI Dipartimento Igienistico Organizzativo del Policlinico G. Rodolico – San Marco: «In qualità di rappresentante del Policlinico abbiamo preso parte a questo progetto DARE sulla digitalizzazione di dati sanitari e ambientali, in particolare dirigendo il più grosso registro e più nuovo della Sicilia orientale. Noi abbiamo collaborato con un progetto di digitalizzazione e di utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’interpolazione dei dati sanitari dei tumori, appunto dell’incidenza e prevalenza e mortalità dei tumori nella Sicilia orientale in relazione con dati ambientali che sono forniti dall’ARPA. Questo pilot molto importante all’interno del progetto contribuirà insieme a tutti gli altri registri regionali siciliani a creare questa piattaforma di interscambio dati sanitari e dati ambientali molto importante per orientare sui bisogni reali della salute e della popolazione quelli che saranno i futuri interventi di sanità pubblica».

Il progetto pilota rappresenta un esempio concreto delle potenzialità offerte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale nell’analisi integrata dei dati. La possibilità di mettere in relazione informazioni sanitarie e ambientali può infatti contribuire a migliorare la conoscenza dei fenomeni epidemiologici e a supportare la programmazione di interventi di prevenzione più efficaci e aderenti alle specificità dei territori.

Il convegno di Catania ha confermato il ruolo di DARE come laboratorio nazionale di innovazione per la sanità pubblica, in cui intelligenza artificiale, interoperabilità dei dati e collaborazione tra istituzioni costituiscono leve strategiche per sviluppare un modello di prevenzione più equo, proattivo e vicino ai cittadini.

Il percorso avviato alle Ciminiere proseguirà nei prossimi mesi con lo sviluppo delle piattaforme digitali e il consolidamento dei progetti pilota regionali. L’obiettivo è valorizzare i risultati della ricerca, favorirne l’integrazione nei sistemi sanitari e promuovere soluzioni capaci di rispondere in modo sempre più tempestivo e mirato ai bisogni di salute della popolazione.

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