La sanità del futuro passa dalla tecnologia, ma deve continuare a mettere al centro le persone. È il filo conduttore della sesta edizione di ExpoMedicina, conclusa il 28 ottobre al Centro fieristico Le Ciminiere di Catania. Nei quattro giorni del salone, iniziato il 25 ottobre, sono state registrate oltre 7.500 presenze, secondo i dati diffusi dagli organizzatori.
Il programma ha riunito 43 eventi e più di 400 relatori tra professionisti sanitari, ricercatori, rappresentanti delle università, istituzioni, imprese e direttori generali. Un confronto tra ricerca, pratica clinica e organizzazione dei servizi, con una domanda comune: come tradurre l’innovazione in risposte concrete ai bisogni di salute?
Intelligenza artificiale, il medico resta centrale
Tra i temi della giornata conclusiva, il ruolo dell’intelligenza artificiale a supporto del lavoro clinico. L’incontro dedicato all’AI Clinical Copilot ha affrontato le possibilità offerte dagli assistenti digitali per alleggerire il carico burocratico e sostenere percorsi diagnostici e terapeutici personalizzati.
L’impostazione proposta è quella di una tecnologia che affianca il professionista, mantenendo centrale la responsabilità del medico.
Spazio anche all’IA nella diagnostica senologica, con un approfondimento sulle esperienze siciliane. Screening mammografico, anatomia patologica, chirurgia, medicina nucleare e radioterapia sono stati al centro di quattro sessioni, tra casi clinici e confronto sulle applicazioni nella pratica assistenziale.
Sicurezza delle cure e diritto alla salute
Innovare significa anche rendere più affidabili le organizzazioni. Il confronto tra aviazione e sanità ha portato l’attenzione sui fattori umani, sulla segnalazione degli incidenti e sulla cultura della sicurezza, per comprendere gli errori e prevenire gli eventi avversi.
Altri appuntamenti hanno approfondito la gestione del sangue, i percorsi trapiantologici, la logistica degli organi e la gestione del rischio.
Accanto alla dimensione clinica, quella dei diritti: l’incontro curato da Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del malato ha affrontato l’alfabetizzazione sanitaria, la conoscenza dei nuovi servizi territoriali e l’educazione al diritto alla salute. Temi che riguardano la capacità delle persone di orientarsi nei servizi e partecipare consapevolmente alle scelte di cura.
Premio Dusmet, vince Nikestea 5.0
Tra gli appuntamenti centrali della giornata finale, la seconda edizione del Premio Dusmet – Life Science – Innovazione Sociale, promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet.
Il riconoscimento è stato assegnato al progetto Nikestea 5.0, dei fondatori Diego Bonvicini e Antonella Nieddu, di Lucca. Il premio ha raccolto candidature da tutta Italia, mettendo in relazione impresa, ricerca, tecnologia e sanità intorno all’obiettivo di migliorare la vita delle persone.
La cerimonia è stata accompagnata da un confronto su intelligenza artificiale e scienze della vita, con la partecipazione di rappresentanti della Pontificia Accademia per la Vita, Women&Tech, INFN, Olomedia e Università di Montpellier.
One Health e nuove prospettive per la riabilitazione
Il pomeriggio conclusivo ha dato spazio all’approccio One Health, che mette in relazione salute umana, animale e ambientale, con un focus su sorveglianza, antibiotico-resistenza e nuove minacce infettive.
Robotica, neuroplasticità e teleriabilitazione hanno invece animato il confronto sul recupero funzionale. In programma anche una riflessione sulla governance degli algoritmi e sulle implicazioni etiche dell’innovazione sanitaria.
Per Maurizio Ninfa, presidente di ExpoMedicina, intelligenza artificiale, robotica, chirurgia avanzata, software gestionali e telemedicina appartengono già al presente della sanità. La sfida, ha sottolineato, è governarli con competenza, etica e sostenibilità.

