Ven, 9 Dicembre 2022
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Omceo Sicilia, al lavoro per una sanità connessa e consapevole

Dalla debolezza comunicativa della scienza, che ha generato un corto circuito tra medici, politica e Paese in tempi di pandemia, creando disorientamento nel 48% degli italiani (dato Censis), all’aspetto economico del Sistema sanitario regionale e nazionale, tema cruciale e in controtendenza rispetto ad un passato di mancati investimenti. Mai come oggi, infatti, l’Italia dispone di fondi così considerevoli per far ripartire la sanità: 200 miliardi di risorse, di cui 800 milioni assegnati alla Sicilia. Uno shock positivo di fondi previsti dal Pnrr, ma senza un quadro complessivo dello stato dell’arte, considerato che non c’è traccia di un piano occupazionale per il personale sanitario.

Sono queste dunque le premesse del portale www.siciliamedica.it e dell’Osservatorio comunicazione ed economia in sanità (Oces). I progetti, avviati da Omceo Sicilia, sono stati presentati a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, dai nove presidenti provinciali degli ordini. Presenti molte autorità del panorama istituzionale, regionale e nazionale, vertici delle Asp e delle Aziende ospedaliere, esponenti del mondo scientifico, accademico e dell’associazionismo.

Corretta informazione e linee d’investimento

Il portale www.siciliamedica.it è diretto dal giornalista Maurizio Scaglione, con il contributo del partner tecnico MarcoMedia. L’Osservatorio comunicazione ed economia in sanità (Oces) è composto da autorevoli esperti. Le finalità sono quelle di garantire ai cittadini il diritto ad una corretta informazione e analizzare lo stato dell’arte della sanità regionale per produrre, come organi sussidiari dello Stato, linee di indirizzo di investimenti efficaci, da suggerire al governo della Regione, nell’ambito della “missione 6” del Pnrr, destinata al potenziamento della medicina territoriale e la digitalizzazione dei servizi sanitari.

Particolare apprezzamento è stato ricevuto dal presidente della Federazione nazionale Fnomceo Filippo Anelli e da Valeria Grasso, delegata per i rapporti istituzionali del Ministero della Salute. A ciò si unisce il plauso del presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e del presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università mdi Palermo, Marcello Ciaccio.

Per la prima volta gli ordini del territorio hanno abbandonato il proprio “silos” per farsi rete e condividere i primi due obiettivi cruciali e mirati. Produrre messaggi univoci, grazie al portale dei medici, per generare comportamenti sociali e istituzionali uniformi, provando ad arginare la cosiddetta “infodemia”. Questa è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità come la “sovrabbondanza di informazioni provenienti da fonti diverse, che rende difficile per le persone trovare fonti e indicazioni affidabili quando ne hanno bisogno”.

Altra finalità, poi, quella di intervenire, attraverso l’analisi dei dati dell’Osservatorio, sul Piano operativo regionale che stabilisce la distribuzione nel territorio delle strutture sanitarie finanziabili, gli investimenti per la sicurezza e la sostenibilità degli ospedali, la digitalizzazione e le grandi apparecchiature, oltre che la costruzione o riconversione di strutture ospedaliere, poliambulatoriali e di raccordo tra ospedale e territorio. Una spesa per il diritto alla salute che oggi vale 800 milioni di euro e che va indirizzata e monitorata.

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