Mar, 20 Ottobre 2026
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Titolo SEODonazione sangue a Catania: il 27 e 28 ottobre con il Garibaldi

Il 27 e 28 ottobre 2026 dona il sangue al Palazzo di Giustizia di Catania con l’ARNAS Garibaldi. Dalle 7.30 alle 12, senza prenotazione.

Donare il sangue è un gesto semplice, concreto e di straordinario valore sociale, capace di trasformarsi in una possibilità di vita per chi ne ha bisogno. È con questo spirito che nasce “Il Diritto di Donare”, l’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta del sangue promossa dalla Direzione Strategica dell’ARNAS Garibaldi di Catania, attraverso il proprio Centro Trasfusionale, e condivisa con le istituzioni della giustizia del territorio.

L’appuntamento è fissato per martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle ore 7.30 alle ore 12.00, quando un’autoemoteca dell’Azienda ospedaliera sarà collocata davanti al controviale del Palazzo di Giustizia di Catania, per consentire a magistrati, avvocati, notai e a tutti coloro che operano nel settore giudiziario di compiere un gesto di solidarietà e responsabilità collettiva.

L’iniziativa si svolge con la collaborazione delle istituzioni della giustizia di Catania, dell’Ordine degli Avvocati di Catania e del Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone.

Il progetto nasce dalla volontà di creare un collegamento simbolico e concreto tra il mondo della giustizia e quello della sanità, due realtà accomunate dalla missione di tutelare la persona e i suoi diritti fondamentali. In questa prospettiva, la donazione del sangue assume un significato ancora più profondo: il diritto alla salute si rafforza attraverso la solidarietà e la partecipazione di ciascuno.

Come partecipare

Per aderire all’iniziativa non è necessaria alcuna prenotazione. Sarà sufficiente presentarsi direttamente all’autoemoteca nelle giornate e negli orari indicati.

Tutte le procedure saranno effettuate a bordo del mezzo, sotto la supervisione del personale medico e infermieristico del Centro Trasfusionale dell’ARNAS Garibaldi.

Il percorso prevede tre semplici fasi: una prima accoglienza con registrazione e compilazione del questionario anamnestico per i nuovi donatori, un colloquio medico con i controlli necessari alla valutazione dell’idoneità e, infine, la donazione vera e propria, della durata di circa dieci minuti, seguita da un breve ristoro.

Possono candidarsi alla donazione le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con peso corporeo non inferiore a 50 chilogrammi e in buono stato di salute generale. L’idoneità viene comunque stabilita dal medico durante il colloquio preliminare.

Si raccomanda di non presentarsi a digiuno assoluto, di consumare una colazione leggera senza latticini, di bere acqua a sufficienza e di portare con sé un documento d’identità e la tessera sanitaria.

La giornata di riposo riconosciuta ai donatori

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda i diritti dei lavoratori che scelgono di donare il sangue.

La normativa vigente riconosce ai lavoratori dipendenti che effettuano una donazione il diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata della donazione, conservando la normale retribuzione, secondo le condizioni previste dalla legge.

Al termine della procedura, il Centro Trasfusionale rilascerà la certificazione da consegnare al datore di lavoro.

Un gesto di solidarietà a tutela della vita

Con “Il Diritto di Donare”, l’ARNAS Garibaldi intende promuovere una cultura della donazione consapevole e responsabile, valorizzando la collaborazione tra istituzioni e rafforzando il legame tra sanità pubblica e comunità.

L’obiettivo è ricordare che la disponibilità di sangue rappresenta una risorsa essenziale per l’attività ospedaliera e per l’assistenza ai pazienti che necessitano di trasfusioni.

L’iniziativa vuole inoltre contribuire a diffondere la consapevolezza che ogni cittadino, attraverso un gesto volontario e gratuito, può offrire un contributo concreto alla tutela della salute collettiva.

A ispirare il progetto è il celebre principio attribuito a Cicerone, “Salus populi suprema lex esto”, ovvero “La salute del popolo sia la legge suprema”: un messaggio che, nell’incontro tra il mondo della giustizia e quello della medicina, assume un valore particolarmente significativo.

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