Gio, 30 Giugno 2022
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Dall’assistenza all’inclusione, a Palermo un incontro dedicato chi è affetto da Alzheimer

In occasione della giornata dedicata alla Madonna di Fatima, i pazienti del Centro Alzheimer diurno “A Casa di Nina” di Palermo sono stati ospiti dell’Istituto Cusmano-Scuola Paritaria per un incontro dedicato all’inclusione e alla cultura, grazie anche alla collaborazione di Salvatore Palumbo, consigliere dell’Ottava Circoscrizione.

Una missione quella di Fabio Conigliaro, creatore e fondatore della “Casa di Nina”, al quale è stata riconosciuta la rilevante onorificenza della tessera preziosa del mosaico di Palermo. Scopo dell’associazione è quello di coinvolgere sempre più le nuove generazioni nel passaggio dalla cura al prendersi cura, in particolar modo delle memorie più fragili, apprezzandone il valore dell’affettività.

“A Casa di Nina”

Il Centro Alzheimer diurno “A Casa di Nina” è un’associazione no-profit che nasce a Palermo nel 2019, in via Francesco Petrarca 21. L’idea è di Fabio Conigliaro e della compagna Daniela, da cui deriva il nome della stessa Associazione, “Nina”, pseudonimo di Danielina.

In meno di tre anni, la struttura rappresenta l’unica realtà esistente sul territorio palermitano specializzata nel trattamento di soggetti affetti da Alzheimer o demenza senile. Un centro socio-educativo in cui gli ospiti, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle 17.00, sono assistiti da uno staff di professionisti d’eccellenza composto da pedagogisti, educatori, psicologi, operatori OSS, animatori, fisioterapisti e neurologi. 

“Abbiamo messo a disposizione anche un servizio navetta, in totale tre vetture, da e per la struttura. ‘Casa di Nina’ – sottolinea il responsabile – non riceve aiuti da nessuno. Le famiglie contribuiscono con un’esigua retta. Tutto il resto lo metto di tasca mia, continuando a sovvenzionare ciò che manca. Ho deciso di fare questo volontariato, insieme alla mia compagna, che si occupa per lo più dell’aspetto organizzativo, per farne la mia missione e soprattutto per essere di supporto alle famiglie dei pazienti”.

“Ho inoltre avuto la fortuna di conoscere collaboratori che prima ancora di vedere ‘Casa di Nina’ come il loro posto di lavoro, la vedono come la loro Associazione. Siamo una grande famiglia unita e tutto sta proprio nel nome ‘Casa’. Il problema, purtroppo, è che qui manca la cultura per comprendere appieno il progetto e sostenerlo. Motivo che ci induce comunque a portarlo avanti con più forza. Chi ci conosce realmente, sa darci il merito e questa è la più grande soddisfazione”.

Il centro si propone come obiettivo primario la funzione educativa e sociale dei pazienti, migliorando la loro qualità di vita e l’integrazione alla comunità locale. Tantissimi e diversi i servizi erogati agli ospiti della struttura e ai loro familiari: dal supporto e sostegno psicologico ai laboratori volti al potenziamento cognitivo, dall’attività fisica a scopo ludico a quella a scopo terapeutico, e ancora laboratori di stimolazione sensoriale e musicali. “La bellezza, nella sua semplicità, salverà il mondo”. E all’interno di Casa di Nina deve essere sempre così, conclude Fabio.

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