Lun, 15 Luglio 2024
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Il benessere degli anziani tra opportunità e sfide

Incontro al Seminario arcivescovile. Potenziare la medicina del territorio e i servizi sociosanitari; sfruttare tutti i fondi disponibili e rivalutare le pensioni

Nel 2022, in Italia 4,4 milioni di persone hanno rinunciato alle cure mediche; di queste 2,5 per le file d’attesa e quasi 2 milioni per motivi economici. Eppure, il benessere di anziani e pensionati passa soprattutto attraverso servizi sociali efficienti e prestazioni sanitarie adeguate che guardano alle risorse del PNRR e non solo. È il messaggio emerso dall’incontro sul tema “Il ben-essere della popolazione anziana: opportunità o sfida”, organizzato dalla Fnp Pensionati Cisl di Catania che si è tenuto ieri, mercoledì 5 luglio, al Seminario Arcivescovile di Catania.

A parlarne sono stati Giacomo Giuliano, segretario generale della Fnp Cisl catanese, che ha aperto i lavori con la sua relazione; Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl Catania; Franco Luca, capo dipartimento attività territoriali dell’Asp di CataniaBruno Brucchieri, assessore alle Politiche sociali del Comune di Catania; Rosaria Aquilone, segretaria generale della Fnp Pensionati Cisl Sicilia. Presente anche Claudio Nicolosi, vice sindaco e assessore alle Politiche sociali del Comune di Gravina di Catania.

Dito puntato, soprattutto, contro le liste d’attesa in sanità. «Al nostro Sportello del pensionato – ha esordito Giuliano – arrivano sempre più spesso segnalazioni di famiglie e anziani che vivono l’agonia delle lunghe liste d’attesa o dei viaggi della speranza. Ecco perché la sfida che abbiamo di fronte per i prossimi anni è il potenziamento della medicina del territorio, anche attraverso l’opportunità dei fondi del PNRR. Non vogliamo, però, cattedrali nel deserto o vecchie strutture alle quali si cambia solo la targhetta, ma personale adeguato per dare risposte soprattutto alle fasce più vulnerabili: anziani, disabili, minori, famiglie in povertà. E occorre colmare le disuguaglianze Nord-Sud, che vedono solo 11 Regioni e Province autonome promosse dal ministero della Salute per i LEA, i livelli essenziali di assistenza».

Sul lato dei servizi socioassistenziali, Giuliano ha ricordato il positivo sbocco del regolamento comunale per le strutture residenziali a Catania. Documento che ha messo al centro la persona, con le tutele per assistiti e lavoratori delle RSA. «Ma bisogna favorire la permanenza degli anziani nelle proprie famiglie – ha sottolineato – o, comunque, nel proprio contesto sociale, assistendoli in modo adeguato. E bisogna accelerare per realizzare i progetti del PNRR sull’inclusione sociale».   

Proprio sul tema dell’inclusione sociale, Attanasio ha ricordato l’importanza di rafforzare il Punto unico di accesso ai servizi sociosanitari, dare piena funzionalità alla “Rete per l’inclusione e la protezione sociale”, in ciascuno dei nove distretti socio-sanitari della provincia, e realizzare l’integrazione tra i vari servizi di cura e assistenza.

Impegno e disponibilità al dialogo con le parti sociali è stato manifestato dall’assessore Brucchieri che si è detto pronto a intavolare sinergie e confronto, non solo per migliorare la vita dell’anziano ma anche per favorire l’invecchiamento attivo e considerarlo un valore aggiunto per la società.

Luca ha assicurato che l’Asp di Catania sta analizzando dettagliatamente il fenomeno delle liste d’attesa, specificando che è anche una motivo di educazione sanitaria. «L’accesso alla prestazioni sanitarie – ha detto – deve anche essere motivato e non indotto. Ci verrà in aiuto il PNRR che permetterà una medicina di iniziativa con la presa in carico dei pazienti cronici».

«La sanità deve guardare particolarmente ai più deboli e ai più fragili – ha avvertito la segretaria regionale Aquilone – e i servizi di cura devono pensare già al domani, perché in futuro gli anziani rischiano di essere ancora più soli. Per questo ci stiamo battendo per avere pensioni rivalutate e servizi pubblici migliori, con una sanità di prossimità che abbia strutture e personale adeguati, non solo grazie al PNRR ma anche al corretto impiego di tutte le altre risorse». 

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