Ven, 19 Aprile 2024
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L’innovazione farmaceutica al centro: conclusa la XXII edizione della Conferenza Nazionale

Esperti di spicco provenienti da tutta la nazione per due giorni hanno dibattuto sulle nuove frontiere nella ricerca, regolamentazione e accesso ai farmaci in Italia

Catania ha ospitato la XXII edizione della Conferenza Nazionale sulla Farmaceutica coordinata dal Prof. Filippo Drago, Direttore del Master in Discipline Regolatorie del Farmaco dell’Università di Catania, che ha rappresentato da sempre un punto di incontro fondamentale per la comunità scientifica italiana, offrendo una panoramica approfondita sui temi dell’innovazione farmaceutica, le normative in evoluzione, le sfide nel disegno dei trial clinici e l’accesso ai farmaci per patologie rare e orfane e il futuro dell’Health Technology Assessment (HTA) in Europa. Il congresso, che ha visto una numerosissima partecipazione di esperti, ha evidenziato l’importanza di una collaborazione interdisciplinare per affrontare le sfide future, un dialogo aperto nel campo farmaceutico.

“Siamo in un fase di rinnovo a livello europeo – ha affermato il prof. Filippo Drago – siamo nell’era del joint clinical assessment, dove tutti i paesi europei per una serie di categorie terapeutiche dovranno fare un’analisi congiunta e anche l’Italia dovrà adeguarsi a questo sistema, però come abbiamo discusso durante la conferenza, purtroppo la valutazione congiunta da parte di tutti i paesi europei per i nuovi farmaci non potrà incidere sul prezzo dei farmaci sui singoli paesi che sarà determinato dalla situazione economica e dalla singole scelte strategiche di ogni paese”.

Il congresso si è aperto il 29 febbraio con una giornata dedicata ai focus groups, all’interno dei quali rappresentanti di circa cinquanta industrie farmaceutiche hanno discusso i temi cardine che sono stati trattati in maniera approfondita l’1 marzo.

A introdurre i lavori il Prof. Filippo Drago che ha sottolineato come “il valore di un medicinale debba essere basato su un’analisi approfondita dei suoi benefici e rischi, emergenti da trial clinici robusti e ben progettati”.

Tra la prestigiosa faculty di relatori, il Prof. Giuseppe Cirino ha portato alla luce nuove prospettive sullo sviluppo dei farmaci, mentre il Dott. Marcello Cattani ha delineato le sfide future di Farmindustria nel panorama regolatorio attuale. Pasquale Cananzi, dirigente farmacista dell’Assessorato della Salute della Regione Sicilia, ha portato i saluti dell’assessore Giovanna Volo che per impegni istituzionali non ha potuto prendere parte alla conferenza, sottolineando la necessità di istituire un secondo comitato etico territoriale in Sicilia, che conta circa 5 milioni di abitanti, 3 policlinici universitari, per citare alcuni numeri e che con un solo presidio non può far fronte in modo adeguato alle diverse richieste del territorio. Su questa direzione sta lavorando la Regione.

Il dibattito si è poi focalizzato sul nuovo regolamento europeo per l’HTA, con approfondimenti moderati dal Dott. Arturo Cavaliere. Il Dott. Marco Marchetti ha esplorato le nuove direttive europee, mentre il Dott. Pierluigi Russo è intervenuto nella sua qualità di Direttore Tecnico-scientifico dell’Agenzia.
La sessione pomeridiana è stata dedicata alla sessione su “Criticità regolatorie nel disegno dei trial clinici”, moderata dal Prof. Armando Genazzani, e ha visto contributi significativi da parte del Dott. Andrea Marcellusi, della Dott.ssa Sandra Petraglia, e del Dott. Nello Martini.

Inoltre, la Prof.ssa Antonietta Martelli ha moderato la sessione su “L’aggiornamento dei criteri di innovatività”, affiancata da figure come quella della Dott.ssa Patrizia Popoli, il Prof. Gianluca Trifirò, e il Dott. Francesco Trotta.

Il congresso si è concluso con una riflessione sui “Farmaci per patologie rare e orfane”, con il Dott. Gian Domenico Nollo che ha aperto il dibattito e interventi da parte della Dott.ssa Giovanna Scroccaro, Direttore della Direzione Farmaceutico-protesica e dispositivi medici della Regione Veneto e della Dott.ssa Annalisa Capuano, rappresentante dell’Italia presso il PRAC, ad Amsterdam e di Claudio Jommi, Professore di Economia Aziendale, Università del Piemonte Orientale, Novara.

“Come componente della nuova commissione Aifa – ha dichiarato la Scroccaro – dovremmo darci un metodo nuovo, anche perché prima le commissioni erano due, la prima valutava il valore del farmaco e la seconda definiva il prezzo, adesso un’unica commissione dovrà fare entrambe le valutazioni. Ci atterremo al decreto interministeriale del 2019 che ha stabilito le regole per la definizione del prezzo e la negoziazione del farmaco. Certamente dovremmo adottare un sistema diverso di valutazione congiunta e verranno analizzati sia gli aspetti scientifici che economici”.

Durante il congresso presenti anche alcune aziende produttrici di farmaci generici equivalenti e similari che hanno sottolineato come siano parte fondamentale per la sostenibilità del sistema farmaceutico che deve remunerare l’innovazione.

I dati del Nomisma – Osservatorio sui Farmaci Generici, dimostrano come negli ultimi dieci anni nell’area dei farmaci come antibiotici, o degli oncologici, un equivalente su 4 non sia più sul mercato. E’ stato osservato che le catene di approvvigionamento sono molto concentrate a monte, e questo rende il sistema fragile. In Italia milioni di cittadini si curano con farmaci generici che hanno un valore economico basso ma un valore terapeutico alto. Motivo per cui le aziende farmaceutiche chiedono che le politiche di prezzo a ribasso si fermino affinché il sistema sia sostenibile per le aziende produttrici ma anche per il sistema sanitario, perché grazie a questi farmaci si liberano le risorse da poter investire in innovazione. La Conferenza ha segnato non solo un’occasione di aggiornamento scientifico ma anche un punto di svolta strategico per il futuro dell’area farmaceutica in Italia, rafforzando il dialogo tra i professionisti e ponendo le basi per nuove politiche sanitarie inclusive e innovative.

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