Mer, 21 Febbraio 2024
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Cannizzaro, due nuove donazioni di organi

Consenso anche da un terzo paziente

Le prime settimane del 2023 hanno fatto registrare due prelievi di organi nell’Ospedale Cannizzaro di Catania, da parte di pazienti che avevano espresso in vita la loro volontà. In entrambi i casi nelle operazioni di prelievo sono intervenute équipe specializzate anche di altre aziende del Servizio Sanitario regionale e nazionale.

L’ultimo prelievo è di pochi giorni fa e ha riguardato cuore, fegato, reni e cornee; qualche settimana prima, erano stati donati fegato, reni e cornee. Significativo anche un terzo caso di donazione che però non ha avuto l’esito del trapianto: si tratta di una persona, giunta in ospedale a seguito di un trauma, a sua volta trapiantata da oltre 15 anni. Anche per la storia vissuta, i familiari avevano espresso il consenso alla donazione degli organi, ma la successiva fase di valutazione non ha potuto portare al prelievo.

In ogni caso, è confortante l’inizio del 2023, dopo che il 2022 si era chiuso con risultati positivi: 8 osservazioni eseguite, con 6 donazioni effettivamente portate a compimento (oltre a 2 prelievi di tessuti da cadavere), come documentato dall’équipe di Anestesia e Rianimazione, in particolare dal direttore della struttura complessa dott. Savino Borraccino, dal coordinatore locale trapianti dott.ssa Antonella Mo, dal coordinatore infermieristico Matteo Sortino.

«Il report annuale 2022 stilato dal Centro Nazionale Trapianti e di recente presentato dal ministro della Salute Orazio Schillaci – dice il dott. Salvatore Giuffrida, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro – mostra una crescita delle donazioni in Italia. In Sicilia molto resta da fare, soprattutto in termini di sensibilizzazione, e la nostra Azienda è impegnata in tal senso, in raccordo con il Centro Regionale Trapianti. In ogni caso, è un dato incoraggiante, in linea con la nostra realtà ospedaliera, che rende merito alle scelte di altruismo e coraggio operate da tante famiglie in momenti di sofferenza: ringrazio di cuore – conclude Giuffrida – tutte le persone che contribuiscono a trasformare un evento doloroso in un momento di speranza, dai familiari al personale sanitario impegnato nelle attività di donazione».

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